Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

L'ultima traversata di Matteucci nella sua piazza: "Sei indimenticabile"

Grigi sono i volti delle centinaia di persone che si sono ritrovati in un comune abbraccio in piazza per l'ultimo saluto a Fabrizio Matteucci, scomparso improvvisamente domenica a 63 anni

È un cielo grigio quello che martedì sovrasta piazza del Popolo. E grigi sono i volti delle centinaia di persone - ravennati e non - che si sono ritrovati in un comune abbraccio in piazza per l'ultimo saluto a Fabrizio Matteucci, scomparso improvvisamente domenica a 63 anni. La bara dell'amato ex sindaco, ricoperta dallo stemma giallorosso della sua città, è al centro della piazza. Intorno, un cerchio commosso di semplici cittadini, parenti, sindaci, consiglieri, assessori da tutta la regione e anche da fuori, tra i quali il presidente della regione Stefano Bonaccini e Graziano Delrio. In prima fila, sorridenti e con una forza d'animo spiazzante, la moglie di Fabrizio, Simona, e il figlio Sayo.

De Pascale prende parola con la voce rotta dalle lacrime: "Tra le tante qualità che aveva Fabrizio, una qualità era più forte delle altre: sapeva stare vicino alle persone nei momenti di difficoltà come questo. E avere vicino una persona come Fabrizio in momenti di lutto è stato un momento impagabile per tanti. Sayo, nei momenti giusti saprete cosa vi avrebbe detto Fabrizio. Questa città sarà sempre al vostro fianco per cercare di colmare questo vuoto".

"Chiedo scusa - aggiunge l'assessore Ouidad Bakkali - a Sayo se le mie parole non saranno all’altezza di questo dolore che ci lascia Fabrizio. Ci hai lasciato tutti increduli, spiazzati, impreparati, muti come è muta questa piazza sospesa. Eppure sono stati i tuoi più grandi amori a indicarci la via e a indicarla alle centinaia di persone venute a salutarti, regalando loro un sorriso di quelli che non si spezzano e ti guidano. Ti guidano come hai fatto tu in questi anni di vita politica verso chiunque avesse bisogno di aiuto. Tu compagno, amico, dirigente di partito, sindaco, padre, marito. Ricordandoti intensamente, la mia libreria mi ha porto un libro che parla di grandi uomini come te, "L'uomo che piantava gli alberi" di Jean Giono. Lui piantava alberi perché voleva migliorare il luogo in cui viveva: e quello sei tu. Sei il sindaco che ha amministrato negli anni più difficili, eppure tu hai continuato a piantare alberi. Il libro dice: “Perché la personalità di un uomo riveli qualità veramente eccezionali, bisogna avere la fortuna di poter osservare la sua azione nel corso di lunghi anni. Se tale azione è priva di ogni egoismo, se l’idea che la dirige è di una generosità senza pari, se con assoluta certezza non ha mai ricercato alcuna ricompensa e per di più ha lasciato sul mondo tracce visibili, ci troviamo allora, senza rischio d’errore, di fronte a una personalità indimenticabile": E tu sei indimenticabile".

Dalle casse parte "L'emozione non ha voce" di Celentano: e Simona e Sayo la cantano tutta senza mai perdere il sorriso, abbracciandosi, insieme al sindaco. Prima della partenza del feretro per la chiesa di San Pier Damiano, la famiglia ha voluto che le corde tra i paletti divisori che delimitavano lo spazio tra il feretro e la gente fossero abbassate e che ciascuno si potesse avvicinare, "perché Fabrizio - è stato detto - vi avrebbe voluti vicini". Poi l'ultima traversata di Fabrizio nella "sua" piazza, tra le bandiere del Pd e un lungo, caldissimo applauso da parte di una città che non lo dimenticherà mai.

Il ricordo pubblicato dal sindaco de Pascale: Ciao Fabrizio, qui, nella tua piazza, c’è tutta la tua città. In queste giornate sono passati da casa tua e poi dalla casa comunale, che era come se fosse parte di casa tua. i tuoi affetti, la tua famiglia, i compagni di una vita sono venuti da tutta la regione e da tutta Italia per darti un saluto. Non dovevi farci questo scherzo. Quando mi hai passato la fascia tricolore, non mi avevi prospettato l’idea di doverla utilizzare in questa giornata. Avrebbe sì parlato un sindaco al tuo funerale, ma fra molti e molti anni. Volevo ringraziare di cuore tutte le persone che in questi giorni hanno parlato e scritto di Fabrizio, quelle parole le ho sentite profondamente sincere e non di circostanza. Perché Fabrizio era una persona la cui umanità ti toccava nel profondo, il suo essere un uomo saldo nei suoi valori, fiero di una tradizione, ma contemporaneo. Un sindaco generoso e innamorato di Ravenna che si appassionava delle vicende dei suoi cittadini, in particolare di chi ne aveva più bisogno. Un sindaco onesto e buono, un leader politico vero, che ha saputo guidare la nostra comunità con autorevolezza, assumere decisioni difficili, affrontare anni complessi con negli occhi i suoi valori, la storia della sua comunità, ma sempre con uno sguardo al futuro. Il suo pensiero costante era quello di passare il testimone, come in una staffetta, alle nuove generazioni. Ricordo anche gli ulti anni all’Associazione dei comuni felice di trasferire ai tanti sindaci la sua esperienza e sereno perché attraversa le strade di Ravenna e le persone lo fermavano, gli sorridevano e lo abbracciavano. Questa penso sia la cosa più bella che può capitare ad un ex sindaco. Ci mancherai immensamente. Mancherai più che a chiunque altro a Simona e Sayo, la ragione che portava Fabrizio a svegliarsi con il sorriso tutte le mattine e che abbraccio a nome di tutti i ravennati. Tutta la città sarà sempre al loro fianco nel tuo ricordo.

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