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Cronaca Faenza

In casa senza elettricità ancora in attesa dei soccorsi impegnatissimi: a Faenza è un disastro

Soccorritori al lavoro da ore, con decine di segnalazioni a cui fare fronte. Zone ancora critiche mentre l'acqua abbandona lentamente il centro storico e le zone immediatamente residenziali. Ma l'allerta continua

Le porte aperte della Basilica Cattedrale, sin dal primo mattino. Quindi l’unità mobile dei Vigili del Fuoco sotto alla torre civica, e tantissimi mezzi delle forze dell’ordine parcheggiati davanti a Palazzo Manfredi a dare la dimensione netta della situazione di emergenza in atto. Lungo corso Saffi la viscosa fanghiglia lasciata dall’acqua ritiratasi con il passare delle ore, lungo corso Garibaldi cassonetti ribaltati, pezzi di tronco, e ancora acqua che scorreva dalle vie che portano agli argini. La ferita profondissima di Faenza celata dietro il cordone bianco e rosso presidiato dalla polizia locale e dalle forze di polizia. Impervio il percorso per arrivare al Ponte delle Grazie, ancora più difficile proseguire oltre.

L’ex zona rossa del Borgo, che dava accesso alle zone alluvionate nelle scorse settimane, è completamente allagata: qui l’acqua ha raggiunto altezze imprevedibili e il perimetro degli interventi nel Borghetto e nel Borgo vero e proprio stavolta è quasi il triplo dell’area. L’intervento dei gommoni di salvataggio poi si è reso necessario in molti altri punti: in via Renaccio un parcheggio da oltre 100 posti è stato duramente colpito, così come Lapi è un fiume vero e proprio i cui argini sono le abitazioni, e scorre verso Porta Montanara e lo sferisterio Macrelli, dove il campo da basket è diventato un’enorme piscina di fango. Nel frattempo si è rotto l'argine anche in zona via Fratelli Bandiera, con altri allagamenti.

L’acqua non è arrivata a in viale Stradone ma a sinistra verso corso Matteotti, dove il fango testimonia il passaggio del corso fluviale, e così lungo le mura fino all’interno dei Salesiani. Via Comerio e tutte le parallele sono allagate. Nella nottata era circolata la voce del crollo del Ponte Rosso, per fortuna non veritiera. La chiusura della circonvallazione invece sì, con la strada a quattro corsie in corrispondenza del cavalcavia su viale Marconi tramutatosi in un canale avente per argini le mura di cemento armato. Anche il centro Marconi è stato duramente colpito. I piani interrati sono pieni d’acqua fino all’altezza della strada.

Nelle ultime ore tanta è stata l’apprensione per familiari, parenti e amici ancora bloccati in casa in attesa dei soccorritori. In molti casi senza corrente elettrica e quindi senza possibilità di ricaricare i cellulari. Non solo in alcune zone della città, ma anche nelle zone montane. I soccorsi sono stati allertati, e i soccorritori dopo l'’impegnativa nottata sono ancora al lavoro, con radio alla mano e gommoni a mollo. “Si procede per vie, zone e situazione di criticità” fanno sapere. E considerato l’evento, le zone colpite, tra cui la periferia e le prime campagne, le altre città e i mezzi a disposizione non è poco.

“La prima cosa è l’incolumità delle persone, poi penseremo ai danni”, ha detto il presidente della Regione Stefano Bonaccini nella conferenza stampa mattutina, affiancato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “L’emergenza non è terminata - ha rimarcato nel primo pomeriggio il sindaco di Faenza Massimo Isola -. Continuiamo a essere in massima allerta rossa (che proseguirà anche nella giornata di giovedì, ndr). Dal punto di vista meteorologico nelle prossime 24 ore i fenomeni sono previsti in graduale diminuzione. Potranno in ogni caso verificarsi precipitazioni sparse di lieve entità sia sui rilievi che in pianura. La piena attuale scenderà molto lentamente durante le prossime 12 ore. Non sono previste ulteriori e aggiuntive onde di piena ma i nostri argini soprattutto in territorio urbano sono fortemente lesionati. Permane perciò una situazione di grave e massima allerta ed estrema precauzione”.

Occorre perciò: continuare a rimanere nei piani alti delle abitazioni; Per nessuna ragione, scendere in cantine e seminterrati; Evitare di mettersi in strada se non strettamente necessario. I punti di primo soccorso e accoglienza allestiti sono al Palabubani e al PalaCattani: “Per chi è stato evacuato o costretto a lasciare la propria abitazione, non è assolutamente possibile rientrare nelle abitazioni. Farlo metterebbe a repentaglio la propria incolumità", conclude Isola.

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