Faenza, picchiata e violentata dal marito: liberata dalla Polizia

Giovedì è stato sottoposto ad interrogatorio di garanzia da parte della competente autorità giudiziaria.

Ora si trovavano al sicuro in una nuova abitazione "protetta". Incubo finito per madre e figlia (minorenne), liberate da soprusi, angherie e violenze commesse dal marito-padre, un romeno di 47 anni. In soccorso delle due donne sono intervenuti nei giorni scorsi gli agenti dell'Ufficio Anticrimine del Commissariato di Polizia di Faenza, dopo l'ennesima lite al culmine della quale l'uomo aveva sottratto il cellulare alla moglie, pretendendo di controllare le foto e i messaggi ricevuti, senza volerlo restituire.

Dopo essere state medicate al locale Pronto Soccorso, la donna e la figlia sedicenne hanno trovato ospitalità da un’amica. Il giorno successivo la vittima ha sporto denuncia al Commissariato, raccontando di essere vittima ormai dal 1997, cioè da quando aveva raggiunto il marito in Italia dalla Romania, di soprusi, angherie e violenze da parte del marito. Secondo quanto raccontato dalla malcapitata, quando l'uomo rientrava in Italia solitamente si ubriacava e pretendeva di avere rapporti sessuali a forza con la moglie.  

Ha inoltre denunciato nel dettaglio almeno altri due episodi di violenza sessuale subiti dal marito, nell’ottobre 2015 e nel febbraio scorso con botte e insulti. Dell’ultimo episodio denunciato era stata testimone anche un’amica minorenne della figlia, che l’aveva accompagnata a casa proprio mentre era in atto l’aggressione, testimoniando la presenza dell’uomo con i pantaloni abbassati e della donna che urlava alla figlia di chiamare le forze dell’ordine. 

Secondo quanto accertato dagli investigatori, l'uomo, oltre ad ubriacarsi, si comportava come padre padrone nei confronti della moglie e anche della figlia. Si trattava insomma di un rapporto famigliare “di forza” subito da anni fino a quando la donna, nel 2010, aveva conosciuto un altro uomo e manifestato al marito l’intenzione di separarsi. L’uomo quindi, che si trovava in Romania, si era precipitato in Italia con l’intenzione, a suo dire, di ucciderla poiché l’aveva tradito.

In quell’occasione era intervenuta anche una pattuglia dei Carabinieri di Faenza, che aveva allontanato l’uomo dall’abitazione e lo aveva accompagnato alla stazione, assicurandosi che si allontanasse dalla città. Dopo l’ultimo episodio la donna, su indicazione dei poliziotti intervenuti, ha preso contatti con la locale Associazione antiviolenza Sos donna che la segue legalmente.

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L’autorità giudiziaria competente, sullla base dell'attività investigativa svolta dall'Ufficio Anticrimine, ha emesso nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’obbligo di allontanamento dalla casa famigliare, prescrivendo inoltre il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna, con divieto di comunicare con la stessa con qualsiasi mezzo. Giovedì è stato sottoposto ad interrogatorio di garanzia da parte della competente autorità giudiziaria.   

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