Faenza, il Comune concede alle associazioni di Protezione Civile l'uso dei locali in via Renaccio

La convenzione, fissata in sei anni, definisce la gratuità dell’utilizzo dei locali con l’obbligo, da parte delle associazioni, di farsi carico degli oneri di manutenzione ordinaria

L’associazione ‘Centro volontari protezione civile’ come quella ‘Radioamatori’ da anni svolgono le proprie attività nel territorio mettendo a disposizione uomini e mezzi in occasioni di emergenze, in base alle esigenze dell’amministrazione comunale. Tra le loro competenze, su impulso del Comune di Faenza che ne detiene il coordinamento, rientrano azioni di supporto alla popolazione come nel caso di calamità o eventi meteorologici eccezionali. I Radioamatori assicurano invece l’importante compito di ottimizzare il flusso delle comunicazioni via radio.

Visto il fondamentale ruolo svolto da queste associazioni di supporto alla comunità, il Comune di Faenza, proprietario di un immobile in via Renaccio utilizzato da anni quale sede per le associazioni di protezione civile, dietro richiesta delle due realtà associative, ha deciso di rinnovare la convenzione per poter mantenere l’utilizzo di quell’immobile quale sede dove svolgere le proprie attività istituzionali, comprese quelle di aggiornamento. La convenzione, fissata in sei anni, definisce la gratuità dell’utilizzo dei locali con l’obbligo, da parte delle associazioni, di farsi carico degli oneri di manutenzione ordinaria. Per quanto concerne l’area esterna dovrà essere manutenuta dai fruitori del complesso immobiliare assicurandone il decoro.

"La convenzione che abbiamo posto in essere tra il Centro volontari di protezione civile e i Radioamatori - spiega Massimo Bosi assessore con delega alla protezione civile - prosegue un rapporto di collaborazione che dura da anni; l'amministrazione ritiene fondamentale e indispensabile il contributo dato da queste associazioni sul territorio in moltissime occasioni, anche in situazioni e momenti difficili, come ad esempio, ultima in ordine di tempo, nel corso dell’emergenza causata dell’incendio di Monte Battaglia in agosto, nel territorio di Casola Valsenio, dove i nostri volontari si sono spesi moltissimo”. 

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