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Domenica, 25 Settembre 2022
Cronaca Faenza

Ancora paura a Faenza, nuovo tentativo di incendiare il portone del Comune. I danni sono maggiori

Ancora un attacco incendiario al Comune di Faenza. Nonostante il vertice di sabato, che annunciava maggiori controlli, a seguito dell'attacco al presidente della Provincia, Claudio Casadio, e al tentativo di incendiare il portone laterale del Comune, a Faenza non c'è pace

Ancora un attacco incendiario al Comune di Faenza. Nonostante il vertice di sabato, che annunciava maggiori controlli, a seguito dell'attacco al presidente della Provincia, Claudio Casadio, e al tentativo di incendiare il portone laterale del Comune, a Faenza non c'è pace. Intorno alle due della notte tra sabato e domenica, ignoti hanno nuovamente appiccato fuoco al portone degli uffici del Municipio. La struttura del portone ha tenuto, ma i danni subiti sono più rilevanti del primo attacco di giovedì scorso.

E' stata anche in questo caso una persona incappucciata ad appiccare il fuoco al portone, utilizzando liquido infiammabile e dileguandosi subito dopo. Le modalità di esecuzione hanno ricalcato da vicino quanto accaduto contro lo stesso obiettivo nella centralissima piazza Nenni alla stessa ora circa di giovedì. Gli inquirenti non escludono che possa trattarsi della medesima persona. Le telecamere di sicurezza hanno ripreso tutto: il video è stato visionato dalla polizia Municipale, che ha confermato il dolo.

"I danni provocati da questi gesti sono ben più gravi del loro valore economico - scrive il sindaco su Facebook - Il danno più grave è la ferita aperta nei confronti della Comunità. Sfregiare la “Casa Comune”, significa sfregiare noi stessi, la nostra identità di faentini, pacifici e laboriosi. Oggi, 2 Giugno, Festa della Repubblica, giorno in cui celebriamo la nascita dell’attuale forma di governo dello Stato, Faenza si sveglia arrabbiata. Siamo arrabbiati, non intimoriti".

"A tutti Voi chiedo vigilanza e senso di responsabilità. - è l'appello di Malpezzi - Isolate i violenti e vogliate bene alle Istituzioni". Nei confronti di Casadio, la notte tra il 23 e il 24 maggio, in un paio d'ore ignoti avevano prima dato fuoco all'auto parcheggiata in cortile, poi erano tornati per lanciare alcune molotov contro il portone dell'abitazione. Allo stato sembra che non vi sia correlazione tra quanto accaduto al presidente della Provincia e gli attacchi al Comune, anche se gli inquirenti non escludono il legame emulativo. Da quel giorno il presidente della Provincia è sotto scorta da parte della Digos. Per nessuno dei tre episodi c'é finora stata rivendicazione. Le indagini, coordinate dal Pm Cristina D'Aniello, sono portate avanti dai carabinieri.

IL PD -“Che si sia fronte all’incoscienza di un teppista, che ‘copia’ il gesto criminale messo a segno nei confronti del presidente della Provincia, ed ex sindaco di Faenza, Claudio Casadio; o ad attentati contro il simbolo dell’amministrazione locale, non importa - commenta il segretario provinciale del Pd, Alberto Pagani -. È infatti gravissimo in ogni modo che qualcuno possa pensare di  aggredire la comunità, cercando di intimidirla con la violenza e il fuoco. Qualcuno che sfida la città colpendo in pieno centro storico, per due volte consecutive. Il Partito Democratico confida nel lavoro delle forze dell’ordine; e nella forza d’animo dei faentini, che non viene per nulla intaccata da questi atti sconsiderati”.

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