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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca Faenza

Sicurezza, "Faenza era conosciuta per la qualità del vivere. La situazione attuale non va bene"

“Abbiamo voluto organizzare l’incontro- ha esordito Gian Piero Zama, presidente della Unione Cna della Romagna Faentina - a seguito di una evoluzione grave e preoccupante delle condizioni di sicurezza del nostro territorio"

La sede della Cna di Faenza ha ospitato mercoledì sera un incontro sul tema della sicurezza al quale hanno partecipato il vice questore aggiunto, Silvia Gentilini, il capitano Cristiano Marella, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Faenza, e Paolo Ravaioli, comandante della Polizia Municipale di Faenza. “Abbiamo voluto organizzare l’incontro- ha esordito Gian Piero Zama, presidente della Unione Cna della Romagna Faentina - a seguito di una evoluzione grave e preoccupante delle condizioni di sicurezza del nostro territorio in cui da sempre siamo abituati a vivere e lavorare,  in quanto siamo rappresentanti di imprese e cittadini".

"Qui a Faenza, nei comuni del circondario, così come in tutta la Romagna eravamo e siamo conosciuti per la qualità del vivere, per un benessere e per una qualità dei servizi che ci siamo conquistati, prima di tutto attraverso il lavoro, di un saper fare che ha dato dignità alle persone e costruito le nostre comunità nel rispetto reciproco, nella collaborazione e in un impegno civile che ci viene riconosciuto; anche per questo il nostro è stato un territorio accogliente per chi proveniva da fuori e voleva impegnarsi a far bene, integrandosi nelle nostre comunità", aggiunge Zama.

"Da qualche anno però  - viene sottolineato - è cambiata la condizione sociale e la stessa composizione delle nostre comunità, è cambiato il sentimento delle persone e la cultura dello stare assieme, stiamo assistendo a situazioni e vicende che sembravano impensabili si potessero verificare da noi: furti nella case, nei cantieri, nelle aziende, furti di automobili, perfino delle gomme nelle auto in sosta, per non parlare poi del furto di carburante e la giustificazione non può essere la crisi. Così non va bene, come non va bene giustificare chi svolge attività abusive, al di fuori delle regole che le imprese invece devono rispettare per svolgere il proprio lavoro".

"Lo scorso anno - ricorda il presidente dell'Unione Cna della Romagna Faentina - abbiamo siglato un Protocollo contro l’abusivismo con tutte le Amministrazioni Comunali, che sta dando qualche frutto e che impegna le Amministrazioni, attraverso i Comandi di Polizia Municipale a svolgere i controlli sulla base delle segnalazioni che, come Associazioni di rappresentanza ci siamo impegnati a inviare. Come facciamo allora ad uscire da questa situazione che si è così aggravata? Agli interventi dei rappresentanti della forze dell’ordine hanno fatto seguito numerosi interventi dei partecipanti, che hanno affrontato nel merito le tante situazioni verificatesi nel nostro territorio, determinando un confronto costruttivo e approfondito, utile a comprendere l’operato delle Forze dell’Ordine nell’ambito di un contesto difficile in cui coordinamento, integrazione, collaborazione sono apparse al centro di una intensa attività di controllo che viene esercitata, pur a fronte di una consapevole restrizione di risorse".

Nei loro interventi Gentilini, Marella e Ravaioli hanno evidenziato l’importanza di denunciare il reato subito e di segnalare tempestivamente le situazioni anomale, accentuando la collaborazione dei cittadini che può portare a rintracciare, come spesso avviene, gli autori del reato. "Un’ampia collaborazione - evidenzia Zama - avvalendosi anche della propria Associazione di rappresentanza per sollecitare interventi di prevenzione e controllo su cui le Forze dell’Ordine sono impegnate. Allontanare l’idea che denunciare non serve, e non serve neppure sottovalutare l’importanza di un sopralluogo delle Forze dell’Ordine che ha permesso invece in molti casi, anche nel nostro territorio, di trovare i colpevoli. Occorre poi respingere l’idea di farsi giustizia da sé: le Forze dell’Ordine sono a servizio e vanno sollecitate e avvertite anche nelle situazioni che spesso vengono sottovalutate".

"L’esperienza - continua il rappresentante della Cna faentina - dimostra che furti in abitazioni o in attività economiche sono spesso pianificate anche con sopralluoghi e acquisizione di informazioni ed è quindi importante avere la cognizione del prima, per memorizzare persone che ci hanno avvicinato o presenza di automezzi in orari e luoghi inconsueti, ma che possono rappresentare elementi utili per risalire ai colpevoli e per prevenire". "E’ importante che i cittadini siano i nostri occhi, dove noi non siamo” è stato ribadito da tutti gli interventi.

Sono state inoltre evidenziate le forme di collaborazione esistenti e attuate nel territorio della Romagna faentina nell’ambito di una ripartizione delle attribuzioni fra Pubblica Sicurezza, Carabinieri e Polizia Municipale per cui le segnalazioni raccolte vengono poi coordinate, assegnando una specifica competenza alla Polizia Municipale, in particolare sugli incidenti stradali che vede oggi già avviato il percorso per la costituzione di un unico Comando di Polizia Municipale per i sei comuni del comprensorio faentino che sarà attuato formalmente nel 2017, ma con servizi e pattuglie già coordinate a livello territoriale.

Il presidente provinciale della Cna di Ravenna, Pier Paolo Burioli, ha chiuso la serata ringraziando gli ospiti per la disponibilità e la chiarezza dei loro interventi che hanno ben evidenziato il grado di collaborazione raggiuntaHa poi evidenziato l’importanza del Protocollo sull’abusivismo siglato lo scorso anno, ribadendo l’importanza di saper lavorare assieme, per difendere tutto quello che le imprese sono state in grado di costruire per il bene delle nostre comunità.

“La CNA – ha concluso - attraverso i suoi uffici sul territorio, è a disposizione di ogni associato che desideri, senza alcun timore, fare segnalazioni o denunciare situazioni di illegalità o atteggiamenti intimidatori verso imprenditori, comportamenti questi molto più pericolosi degli stessi furti”.

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