Faenza, il Comune detta le regole per lo svolgimento di sagre e feste

Il Comune, previa istruttoria, definirà il calendario delle sagre e feste del 2017 entro il 31 dicembre.

Sono stati approvati nei giorni scorsi dalla Giunta Comunale gli indirizzi in materia di svolgimento delle sagre e feste, nelle quali è prevista la somministrazione temporanea di alimenti e bevande. Il documento nasce dal proficuo confronto di questi mesi tra amministrazione comunale, associazioni di categoria, e comitato "Feste e Sagre", introducendo regole trasparenti in una materia che in passato è stata fonte di discussione.

E' la prima volta nella provincia di Ravenna, che un Comune interviene a dettare gli indirizzi per il corretto svolgimento di questo tipo di manifestazioni molto diffuse nel nostro territorio, e per le quali l'articolo 50 della legge regionale numero 7/2014 attribuisce ai Comuni l'obbligo di definirne annualmente il calendario. Vengono in questo modo impartiti agli uffici preposti gli indirizzi per gestire gli aspetti amministrativi e autorizzatori delle varie manifestazioni temporanee che si svolgeranno a Faenza. In particolare è stato disposto che queste iniziative possono essere organizzate da associazioni radicate sul territorio e non da imprese o soggetti privati.

Altro elemento di particolare rilievo è il fatto che che i promotori (associazioni, parrocchie, enti no profit ed altro) devono sempre essere in grado di documentare le eventuali erogazioni di beneficenza preannunciate ed effettuate. I promotori interessati allo svolgimento di sagre e feste previste nel prossimo 2017 dovranno perciò presentare apposita comunicazione al Suap del Comune entro il 31 ottobre. Il Comune, previa istruttoria, definirà il calendario delle sagre e feste del 2017 entro il 31 dicembre.

Commentano Confcommercio e Confesercenti Faenza: "Già dall'ottobre del 2014 avevamo sollecitato a tutti i sindaci dell'Unione della Romagna Faentina, l'adozione del Calendario annuale delle Feste e delle Sagre, previsto dall'allora appena modificata Legge regionale 14/2003. Dopo un lungo lavoro di confronto le associazioni del Commercio e del Turismo si ritengono soddisfatte e finalmente gratificate, dopo anni di rivendicazioni, per l'atto della Giunta comunale faentina che, primo in Provincia di Ravenna, detta gli indirizzi in materia di somministrazioni temporanee e stabilisce l'istituzione del Calendario".

"Seppur nella consapevolezza che dovrà proseguire un lavoro di monitoraggio e di presidio sul fenomeno", le due Associazioni hanno apprezzato "che l'amministrazione Comunale abbia riconosciuto  la necessità di fare ordine in una giungla di feste e festicciole spesso poco coerenti con finalità di valorizzazione delle tradizioni e delle peculiarità gastronomiche locali e hanno visto  con favore l'inserimento di diverse proposte che soddisfano i rispettivi Sindacati di Categoria dei Pubblici Esercizi, Fiepet per Confesercenti e Fipe per Confcommercio".

Il calendario, fotografando l'esistente, elenca tutte le Feste e Sagre autorizzate a svolgersi da parte di soggetti organizzatori del territorio, costituiti e operanti da più di 3 anni. Tali soggetti entro il 31 ottobre di ogni anno devono presentare la richiesta di svolgimento della Festa allegando (pena l'inammissibilità) tutta una serie di documentazione che contempla fra gli altri una relazione sugli utilizzi degli introiti della somministrazione, anche a consuntivo. "Tale obbligo è fondamentale per certificare l'utilizzo delle risorse economiche e per certificare l'assenza di lucro nonché il contrario, non è ammesso in quanto le manifestazioni inserite nel calendario non possono avere scopo di lucro - commentano le associazioni di categoria -. L'attività di somministrazione inoltre non potrà svolgersi fine a se stessa ma dovrà esser  accompagnata da attività collaterali di intrattenimento culturale, ricreativo ecc, per mantenere lo status di Festa così come definita dagli indirizzi della Giunta e cioè una manifestazione nella quale si svolgono “una serie di attività aventi la finalità di valorizzazione di un territorio mediante l'utilizzo e la somministrazione di uno o più prodotti o lavorazioni di carattere enogastronomico, aventi rappresentatività culturale o identitaria rispetto al territorio stesso”".

"Tale definizione pone un limite a tutte quelle Feste che negli anni le organizzazioni del Commercio hanno contestato perché finalizzate solo alla somministrazione temporanea di pasti e cioè ad allestire un ristorante a cielo aperto, senza alcun legame né con le tradizioni, né con le imprese del la ristorazione locale, né con i prodotti enogastronomici tipici e soprattutto senza i vincoli e le regolamentazioni cui sono sottoposte le imprese della ristorazione, falsando la leale concorrenza - proseguono -. Le associazioni si dichiarano anche soddisfatte del limite temporale imposto ad ogni festa: le somministrazioni temporanee infatti non possono superare i 12 giorni consecutivi nell'anno e il limite dei 12 giorni vale anche per le feste che frazionano i periodi di svolgimento nell'anno. E' stato anche accolta con favore l'inserimento, richiesto dalle due organizzazioni, del divieto di pubblicizzare pranzi aziendali, poiché questi palesemente si svolgono con finalità avulse dalla valorizzazione territoriale e fuori dal contesto ricreativo e culturale che deve caratterizzare la Festa (leggasi: si svolgono con il solo obiettivo di “far cassa” in regime agevolato su più fronti)".

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"Tutti gli organizzatori infine sono tenuti 30 giorni prima dell'inizio della Festa a espletare presso lo Sportello Unico delle Attività Produttive tutte le istanze previste dalla normativa, così come qualsiasi altra attività d'impresa - concludono -. Apprezzando l'impegno degli Uffici Comunali nella redazione a più riprese del documento e apprezzando l'accoglimento di molte delle proposte di modifica presentate da Confesercenti e Confcommercio, queste ultime auspicano che anche le Giunte di tutti gli altri Comuni del Comprensorio faentino si impegnino a dotarsi del Calendario e degli indirizzi in materia di Feste e Sagre, con l'obiettivo di avere una uniformità territoriale nel monitoraggio e nel controllo del fenomeno delle somministrazioni temporanee. Rimane purtuttavia forte l’esigenza nonché richiesta agli organi competenti, di combattere ogni forma di abusivismo e quindi di concorrenza sleale nel campo della somministrazione di alimenti e bevande, che alterano gli equilibri commerciali e che arrecano gravi danni di natura economica non solo alle attività in regola ma anche alle casse dello Stato e dei Comuni".

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