Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Falde acquifere a secco, agricoltura in ginocchio. "Danni enormi, la crisi è reale"

Le verifiche effettuate in questi giorni dai Consorzi di Bonifica dell'Emilia Romagna ci consegnano un dato allarmante: i terreni agricoli hanno raggiunto il limite per la sopravvivenza delle coltivazioni agricole

Assenza di precipitazioni e temperature decisamente sopra la media stagionale stanno provocando una situazione di vera e propria severità idrica in tutta l'Emilia Romagna. Le verifiche effettuate in questi giorni dai Consorzi di Bonifica dell'Emilia Romagna ci consegnano un dato allarmante: i terreni agricoli hanno raggiunto il limite per la sopravvivenza delle coltivazioni agricole, al punto che l'acqua presente nel suolo è addirittura al di sotto dei livelli del dicembre 2016. "L'Italia ha sete e l'Emilia Romagna purtroppo si trova in cima a questa classifica, e se il clima di questi ultimi sei mesi non lascerà immediatamente spazio a significative precipitazioni che il servizio meteo-clima purtroppo non prevede, nelle prossime due settimane quella che oggi è già una situazione di emergenza supportata da dati inequivocabili potrebbe trasformarsi, in poche settimane, in una emergenza catastrofica, scatenando conflitti per l'acqua tra i territori e danni colossali per l'intero agroalimentare regionale". L'Anbi Emilia Romagna (unione regionale delle bonifiche), forte degli ultimi rilievi registrati direttamente nelle locali falde acquifere superficiali, "aggiunge un'ulteriore prova che l'iniziativa del presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini di chiedere lo stato di emergenza per tutta la regione non è stato allarmismo preventivo, bensì un dato di fatto già conclamato. I dati rilevati in campo negli ultimi giorni ci dicono chiaramente che a livello regionale le falde sono completamente scariche e che i livelli raggiunti sono, in quasi tutti i territori della Regione, al di sotto di quelli registrati durante l'inverno".

A questo punto la situazione inizia ad essere davvero preoccupante: quantità di acqua nelle falde praticamente nulla, riserve negli invasi quasi azzerate e, a differenza delle annate maggiormente siccitose 2011-2012, si aggiunge che tale stato di crisi è arrivata a giugno quando l'agricoltura ha bisogno di massimo apporto di acqua che si protrarrà fino a tutto il mese di agosto. I Consorzi di bonifica che trasportano la risorsa a quasi tutti l'agricoltura regionale lanciano l'allarme richiamando tutti i portatori d'interesse a "fare sistema" mettendo al centro delle loro scelte questa priorità: in caso contrario i prodotti tipici alla base del Made in Italy agroalimentare dell'Emilia Romagna quest'anno potrebbero venire colpiti duramente, provocando perdite enormi. Il presidente dell'Anbi Emilia Romagna Massimiliano Pederzoli non ha dubbi: "Le falde scariche come mai prima dimostrano che la situazione è di emergenza reale e rischia di generare, oltre a danni colossali, anche situazioni di tensione tra i territori se non si metteranno a punto da subito precise e condivise norme di comportamento in situazioni di tale gravità".

"In questo momento solo il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) conserva disponibilità di acqua ed è in grado di essere anticiclico, finchè gli sarà possibile il prelievo dal fiume Po che nelle ultime ore ha anch’esso registrato comunque un calo rilevante di quasi mezzo metro - spiegano dall'Anbi - Non va infine dimenticato che l'acqua del Cer, oltre a essere fondamentale per l'agricoltura di cinque province, approvvigiona anche tre potabilizzatori in Romagna: quello di Ravenna-Bassette, Ravenna-Standiana e Forlimpopoli-Selbagnone. In cifre una fornitura che supera i 1300 litri al secondo (110.000 metri cubi di acqua al giorno) per soddisfare le esigenze di consumo di oltre 500 mila abitanti".

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