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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

Si inventa trasporto organi per sfrecciare in autostrada: denunciato per truffa

L’autore è un “direttore” della “Croce Azzurra Italiana” di una sede esterna alla regione Emilia Romagna, stanato dagli agenti della Sezione Polizia Stradale di Ravenna

Usava l'auto per il trasporto organi per usi personali e, per non rispondere degli eccessi di velocità in autostrada, dichiarava che si trattava di un trasporto sanitario urgente. L’autore è un “direttore” della “Croce Azzurra Italiana” di una sede esterna alla regione Emilia Romagna, stanato dagli agenti della Sezione Polizia Stradale di Ravenna, con la sua Squadra di Polizia Giudiziaria, al termine di una delicata ed articolata indagine che ha visto coinvolte diverse province dell’Emilia Romagna e regioni confinanti, per ripetuti reati penali connessi alla circolazione stradale.

L’indagine, scaturita da un “allert” del Compartimento Polizia Stradale di Bologna, ha permesso di riscontrare che l’indagato, già oggetto di analoghi accertamenti in altre province, era l’esclusivo utilizzatore di un’autovettura Audi A4 Avant, preposta al servizio di trasporto organi e plasma. Il “direttore”, al fine di eludere le responsabilità derivate dalle numerose violazione dei limiti di velocità in ambito autostradale, ricorreva ciclicamente al Prefetto di competenza asserendo che la violazione era conseguente ad un trasporto sanitario urgente.

L’indagato, nel perfezionare il ricorso al Prefetto allegava falsi rapporti d'intervento afferenti il trasporto di organi umani destinati al trapianto, che in vero non risultavano mai delegati. Le indagini svolte hanno evidenziato che l’autovettura in questione, privata dell’allestimento (strisce rifrangenti e dispositivo supplementare di allarme visivo), veniva utilizzata anche per scopi personali. Le conseguenti verifiche effettuate attraverso il sistema di gestione delle contravvenzioni, hanno permesso di individuare tutte le infrazioni avvenute nella provincia di Ravenna.

I relativi accertamenti effettuati con il Centro Trapianti, hanno evidenziato che in 10 contestazioni dall’anno 2009 al 2012, erano stati prodotti ricorsi utilizzando falsa documentazione e pertanto il responsabile è stato segnalato alla Procura di Ravenna per i reati di falso e truffa commessi da persona esercente un servizio di pubblica necessità.

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