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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca Russi

Fatture false e autoriciclaggio, sequestrati immobili per 400mila euro all'imprenditore

L'uomo aveva sistematicamente utilizzato ed emesso fatture false per evadere le imposte, intestando poi i propri beni a terzi, tra i quali la propria figlia, e trasferendo capitali illeciti anche in una società rumena

Per anni ha evaso il fisco tramite un giro di fatture false, ora gli sono stati sequestrati immobili per un valore di oltre 400mila euro. Nei giorni scorsi i militari della Guardia di Finanza di Ravenna hanno proceduto alla confisca di tre immobili nel comune di Russi per un valore stimato di 420.000 euro, in esecuzione del decreto di confisca di prevenzione emesso nei confronti di un imprenditore locale da parte della Sezione specializzata “Misure di Prevenzione” del Tribunale di Bologna, ai sensi del cosiddetto Testo Unico Antimafia.

Il provvedimento costituisce l’esito del procedimento di prevenzione avviato nel 2021 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna, sulla base di una complessa indagine svolta dalle Fiamme Gialle ravennati che aveva evidenziato la pericolosità sociale e tributaria di un imprenditore operante nel settore delle pulizie industriali, risultato dedito alla sistematica frode fiscale e all’autoriciclaggio, attraverso reiterate condotte criminali che avevano avuto il loro apice negli anni 2012 – 2016.

In tale periodo infatti l'uomo, in qualità di amministratore di alcune società a lui direttamente e indirettamente riconducibili, aveva sistematicamente utilizzato ed emesso fatture false per evadere le imposte, intestando poi i propri beni a terzi, tra i quali la propria figlia, e trasferendo capitali illeciti anche in una società rumena che nel 2017 aveva anche riacquistato all’asta alcuni immobili a lui in precedenza espropriati, per mezzo di una procedura esecutiva avviata da un istituto bancario creditore. Da ultimo, dopo aver garantito il contraddittorio con tutti gli eredi dell'accusato, nel frattempo deceduto, i Giudici del Tribunale di Bologna hanno ritenuto che l’imprenditore nel periodo esaminato avesse effettivamente tratto, almeno in larga parte, le fonti economiche necessarie al sostentamento del suo nucleo familiare dalla commissione dei delitti a lui contestati, peraltro dallo stesso di fatto ammessi anche nell’ambito del procedimento penale conclusosi con sentenza di patteggiamento.

La confisca ha quindi interessato complessivamente 3 unità immobiliari, già sottoposte a sequestro di prevenzione, due delle quali gravate anche da confisca penale a seguito di sentenza di condanna irrevocabile, mentre la terza è stata ritenuta comunque illecitamente e fittiziamente intestata alla figlia al solo scopo di evitare ogni possibile forma di riscossione coattiva da parte dell’erario, e pertanto sottoposta anch’essa a confisca di prevenzione.

La misura di prevenzione eseguita dimostra l’attenzione operativa della Guardia di Finanza rispetto alle dinamiche delinquenziali caratterizzanti il tessuto economico di riferimento, non solo nella repressione dei singoli illeciti economico-finanziari, ma anche nella neutralizzazione delle figure criminali di maggior spessore, qualificabili come delinquenti abituali e per questo soggetti socialmente pericolosi, anche attraverso l’aggressione ai patrimoni da costoro illecitamente accumulati nel tempo.

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