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Fausto Gresini non ce l'ha fatta: morto dopo due mesi di lotta contro il Covid

"La notizia che non avremmo mai voluto darvi e che siamo costretti a scrivere. Dopo praticamente due mesi di lotta al Covid, Fausto Gresini ci lascia con 60 anni appena compiuti"

"La notizia che non avremmo mai voluto darvi e che siamo costretti a scrivere. Dopo praticamente due mesi di lotta al Covid, Fausto Gresini ci lascia con 60 anni appena compiuti". A comunicare la triste notizia della morte del due volte iridato della 125 nel 1985 e nel 1987 è il Gresini Racing. "Tutta la Gresini Racing si stringe intorno alla famiglia, la moglie Nadia e i figli Lorenzo, Luca, Alice e Agnese e alle innumerevoli persone che hanno avuto l’occasione di conoscerlo e apprezzarlo".

Fausto ha lottato senza sosta contro il Coronavirus all’ospedale Maggiore di Bologna. Il calvario era iniziato poco prima di Natale, quando l'uomo era risultato positivo al virus. Il 27 dicembre era stato ricoverato all'ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola e successivamente al Maggiore in un reparto più attrezzato. Gresini era stato indotto in coma e sottoposto a tracheotomia per essere intubato e collegato al polmone meccanico. Dopo il risveglio dal coma, Gresini aveva cominciato anche a comunicare in videoconferenza, festeggiando anche il suo 60esimo compleanno. Nei giorni scorsi un nuovo peggioramento delle condizioni, che aveva costretto i medici a sedare il team manager. Pochi giorni fa l'ultimo bollettino parlava di "una grave insufficienza respiratoria conseguente all’infezione da Covid-19", con un "quadro clinico critico".

Il cordoglio della famiglia e degli amici

"Il nostro campione ci ha lasciati per sempre oggi alle 10.02, ha lottato fino alla fine, è nato per vincere e stava vincendo di nuovo, stava migliorando, quando un emorragia cerebrale ce lo ha strappato via - scrive il figlio Lorenzo su Facebook - Ciao Bà! Così ti chiamavo e ti chiamerò per sempre, lasci un vuoto incolmabile e vivrai per sempre dentro tutte le persone che ti vogliono bene. Noi ti amiamo immensamente, ti portiamo e ti porteremo nel cuore tutti i giorni".

"Se ne è andato un grande campione, portato via da una malattia feroce che sta provocando tanti dolori e lutti. Sono vicino alla famiglia cui porgo, anche a nome della Giunta regionale, le mie più sincere condoglianze - commenta il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - Gresini ha incarnato alcune delle caratteristiche più vere di questa terra che ama i motori. Lo ricorderemo per l’umanità e lo spirito autenticamente  agonistico, l’impegno e la tenacia con cui negli anni ha saputo coltivare questa passione, sia in prima persona, come pilota vincitore di titoli mondiali, sia come manager sportivo con la decisione di fondare un proprio team, il Gresini Racing, sotto le cui insegne hanno corso altri grandi campioni tra i quali Marco Melandri e Marco Simoncelli".

"Nel 1991 ero sul prato alla curva del tramonto a vedere dal vivo la mia prima gara di MotoMondiale e proprio tu la vinsi. Un idolo, volevo diventare come te - lo ricorda il campione ravennate Marco Melandri - Il destino ha fatto incrociare le nostre vite, ho avuto l’onore e la fortuna di poter imparare tantissimo da te, di vincere insieme 5 gare in MotoGp, ma soprattutto di conoscere il grande uomo che eri! Nel 2008 passai un anno in Ducati da incubo dopo averti lasciato... tu invece di essere contento per il mio fallimento mi sei stato vicino come un fratello maggiore e mi hai voluto sempre bene, mi hai aiutato ad andare avanti, a cercare il positivo dove non ne vedevo. Mi hai preso per mano ogni volta che avevo bisogno di rialzarmi. Abbiamo fatto festa quando c’era da festeggiare per qualche cosa di importante. Ti poterò con me ovunque sarai, sarai sempre il mio consiglio in ogni decisione. Sorriderò anche quando non ci sarà da sorridere perchè me lo hai insegnato. Farò tesoro dei valori che mi hai trasmesso perchè ogni sera voglio chiedermi se ciò che ho fatto mi ha reso una persona migliore. Sto ridendo pensando a quante cose belle e incredibili abbiamo fatto assieme e allo stesso tempo nom riesco a smettere di piangere. Rip amico mio, il mio pensiero va alla tua splendida famiglia".

"Hai combattuto ma questa volta non hai vinto la corsa. Ciao Campione", il saluto dell'assessore regionale Andrea Corsini. "Hai combattuto come un leone fino all’ultimo, adesso arriva la notizia che non avremmo voluto sentire - scrive invece l'assessore allo sport del Comune di Ravenna Roberto Fagnani - Ciao Fausto...ora corri insieme a Marco". "Faenza piange Fausto Gresini, l'ex pilota e campione ma soprattutto l'uomo dal cuore grande, di casa a Faenza con il suo team di motociclismo. Che dolore - il ricordo del sindaco manfredo Massimo Isola - Ad aprile scorso volle partecipare alla lotta contro il Covid facendo dono di un ventilatore polmonare al San Pier Damano. In quell'occasione disse "sono tornato un po’ alle origini, mi sto dedicando a sistemare il giardino e la terra e mi sto godendo la mia famiglia. Questa è la parte che auguro a ciascuno perché troppo spesso diamo per scontate cose che invece non lo sono e non troviamo tempo per apprezzare quello che di più importante abbiamo. Grazie di tutto Fausto, ci mancherai".

"Non ci sono parole per questa tragedia, davanti alla quale restiamo attoniti e senza parole. Le mie più sincere condoglianze alla famiglia, agli amici, ai colleghi e alla comunità imolese in questo momento di grandissimo dolore", dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. "E’ un giorno triste per la Romagna e per lo sport. Fausto, che ho avuto il piacere di conoscere – scrive il segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone – era un grande campione, in pista, nel paddock, ma anche e soprattutto nella vita. Un uomo dai grandi valori che conosceva il sacrificio e il dolore, ma che grazie alla sua grande passione affrontava gli ostacoli sportivi e della vita senza paura. Oggi Fausto lascia un grande vuoto in tutti coloro che gli hanno voluto bene e non si poteva non voler bene a un Campione come lui. Sono vicino alla sua famiglia e al suo team".

La carriera

La sua lunga carriera da pilota ha lasciato il ricordo di tante vittorie e un’esperienza che pochi al mondo possono vantare. Fausto Gresini ha avuto la straordinaria capacità di saper trasformare i sogni in programmi concreti. Una costante della sua carriera, un caso esemplare di self made man, capace di spostare sempre in avanti i propri traguardi, con un entusiasmo contagioso alimentato dall’intelligenza, dall’umiltà di rimettersi in discussione a ogni tappa raggiunta e dalla capacità di coinvolgere, con razionalità ed emotività, i partner delle sue imprese. È stato così anche quando volle trasformarsi da appassionato meccanico di moto in pilota professionista.

Come pilota ha vinto tanto, ma ha anche scoperto e affinato le proprie doti di comunicatore. Dopo 13 anni di stagioni intense, 2 titoli iridati e per 3 volte vice campione del mondo, Gresini capì che era ora di fissare un altro traguardo e fondò il suo team: “A un certo punto della mia carriera dovetti scegliere se diventare un vecchio pilota o un giovane manager”.

Nella sua carriera da team manager due terribili lutti: la morte di Daijiro Kato nel 2013 e nel 2011 quella di Marco Simoncelli. Fondato nel 1997, il team Gresini ha vinto il titolo iridato della classe 250 col Kato, con Toni Elias nel 2010 in Moto2, con Jorge Martin in Moto3 nel 2018 e con Matteo Ferrari nel 2019 in MotoE. Nel 2002 il debutto anche in MotoGp, fino al 2014 con la Honda e dal 2015 con l'Aprilia. Nella top class ha sfiorato il titolo nel 2004 con Sete Gibernau. Pochi giorni prima che Fausto venisse contagiato dal covid, era stato annunciato il ritorno del Gresini Racing, a partire dal 2022, come team indipendente.

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