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Femminicidio di Elisa Bravi: fiori alla panchina rossa contro la violenza sulle donne

Chi vorrà potrà recarsi davanti alla panchina rossa, inaugurata recentemente per ricordare tutte le vittime di femminicidio, dove si potranno lasciare fiori e ricordi per la donna uccisa

Il Comune di Lugo e Demetra – Donne in aiuto ricordano Elisa Bravi, la 31enne uccisa dal marito Riccardo Pondi, con un momento di raccoglimento sabato 21 dicembre alle 15.30. Chi vorrà potrà recarsi davanti alla panchina rossa, inaugurata recentemente per ricordare tutte le vittime di femminicidio, all'incrocio fra viale degli Orsini e via Ricci Curbastro, dove si potranno lasciare fiori e ricordi per la donna uccisa a Glorie di Bagnacavallo.

Sempre sabato, alle 17.30 presso il porticato del Palazzo Comunale di Bagnacavallo, è in programma un momento di riflessione per ricordare Elisa e per dire no alla violenza sulle donne. L’iniziativa è promossa da Demetra-Donne in aiuto della Bassa Romagna, Coordinamento provinciale Donne della Cgil, Anpi, Incontra Donne di Alfonsine, Artemide di Lugo, il Caffè delle Ragazze di Conselice, Udi di Massa Lombarda, Non una di meno di Conselice. Parteciperanno rappresentanti dell’Amministrazione comunale e del Coordinamento Pari Opportunità dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. 

"Quando una comunità è colpita da vicino da un femminicidio l’immaginazione si fa cruda, dolente; incorpora le nostre angosce e ci rende attoniti per lo spegnersi incolpevole dalla vita di donna insieme al dolore e allo sconcerto per le due piccole vite orfane di mamma - commenta Giovanna Piaia, presidente dell'associazione Dalla Parte dei Minori - Da anni sosteniamo e lavoriamo per mettere in luce le conseguenze della violenza domestica sui minorenni e le sue ricadute, purtroppo sempre più ricorrenti, di dolore “aggiuntivo” sugli orfani di femminicidio. Per questo, mentre crediamo sia necessario perseverare senza arretramenti o atteggiamenti di resa nelle azioni di prevenzione che passano principalmente per la formazione di tutti gli operatori della sanità, del sociale e della scuola a cogliere e decifrare i segnali di conflitto nelle relazioni familiari, auspichiamo nuovi comportamenti e nuove sensibilità delle persone - uomini e donne - che accrescendo il grado di disapprovazione sociale, senza stigmatizzare vicende singole, siano capaci di rilevare nelle trame culturali e sociali dei rapporti fra i sessi le spiegazioni razionali utili a promuovere seri e radicali comportamenti di rispetto delle donne, dei bambini e delle bambine che assistono, patiscono e perdono i preziosi affetti della genitorialità. Siamo a fianco, dunque, delle associazioni femminili e femministe, ai centri antiviolenza, portando il nostro contributo attivo e collaborativo per far crescere responsabilità e sensibilità civili e istituzionali sul femminicidio e sugli orfani che sono in crescita e non sono questione separata, ma tragica conseguenza".

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