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Cronaca

Femminicidio, Linea Rosa: "A una legge più repressiva seguono condanne lievi"

E' quanto si legge in una nota di LineaRosa Ravenna, a commento della notizia per la quale il compagno di Simona Adela Andro, vittima di femminicidio, è stato condannato a soli sedici anni di carcere.

"Gli omicidi basati sul genere si manifestano in forme diverse, ma ciò che accomuna maggiormente tutte le donne del mondo è proprio l’uccisione a seguito di violenza pregressa subita nell’ambito di una relazione d’intimità. Queste morti “annunciate”, vengono spesso etichettate come i soliti delitti passionali, raptus, liti di famiglia. Le donne muoiono principalmente per mano dei loro mariti, ex-mariti, padri, fratelli, fidanzati o amanti, innamorati respinti. Insomma per mano di uomini che avrebbero dovuto rappresentare una sicurezza. I numeri in Italia sono impietosi: muore di violenza maschile una donna ogni due o tre giorni. Ma questi sono appena un’approssimazione: non esiste, infatti, un monitoraggio nazionale che metta insieme i dati dei centri antiviolenza : quando non si conosce un fenomeno, o addirittura lo si disconosce, è impossibile affrontarlo!"

E' quanto si legge in una nota di LineaRosa Ravenna, a commento della notizia per la quale il compagno di Simona Adela Andro, vittima di femminicidio, è stato condannato a soli sedici anni di carcere.

"Il decreto legge 143 approvato di recente prevede, tra l'altro,  l'aumento di un terzo della pena se alla violenza assiste un minore e/o se la vittima è in gravidanza e/o se la violenza è commessa dal coniuge (anche se separato) e dal compagno (anche se non convivente).  E' troppo chiedere che venga applicata questa legge nata per cercare di arginare il fenomeno dilagante del femminicidio? La notizia che il compagno di Simona Adela Andro, vittima di femminicidio, è stato condannato a soli sedici anni di carcere ci ha fatto riflettere sull'utilità di una legge che, di fatto, non viene applicata".

"Senza voler entrare nel merito della sentenza, teniamo ad evidenziare che il Pubblico Ministero aveva chiesto una pena detentiva di trent'anni ravvisando, non solo nella dinamica dei fatti, ma anche nell'intera vicenda di Simona Adela Andro, una lunga storia di abusi e maltrattamenti familiari sfociati nell'episodio che ne causò la morte. Come centro antiviolenza, ma soprattutto come donne che ogni giorno affrontano il tema della violenza su donne e minori, siamo senza parole, disarmate da una società che non solo non riesce a proteggere le proprie donne e i propri bambini, ma che non è capace nemmeno di rendergli giustizia!"

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