Cronaca Cotignola

Le "ferite" del cuore? Si cuciono con ago e filo

Il bio-ingegnere statunitense Anthony Nobles visita il Maria Cecilia Hospital di Cotignola, che presenta un caso live all'EuroPCR di Parigi e si certifica come centro di riferimento italiano per il forame ovale pervio

Il bio-ingegnere statunitense Anthony Nobles, che sta rivoluzionato il mondo della cardiologia con la tecnica NobleStitch, innovativa metodica che permette a cuore battente la sutura percutanea del forame ovale pervio (pfo), giovedì sarà al Maria Cecilia Hospital di Cotignola per conoscere da vicino tutti gli specialisti che stanno affrontando il training dedicato al device che prende il suo nome.

L’impiego di questo innovativo sistema, già a disposizione dell’unità di cardiologia interventistica dell'ospedale, è destinato a trasformare radicalmente la procedura di risoluzione del forame ovale pervio: vale a dire del “difetto” anatomico presente nella parete interatriale, il setto che divide l’atrio destro dall’atrio sinistro, situazione rilevabile in una discreta quota della popolazione generale (fino a circa il 30% tra uomini e donne di età differente). Nella maggioranza dei casi, l’anomalia è completamente asintomatica e “benigna”, visto che non comporta conseguenze funzionali.

“Tuttavia, in casi selezionati, è importante e necessario chiudere il pfo – spiega il dottor Alberto Cremonesi, responsabile della cardiologia interventistica di Cotignola - perchè in alcuni soggetti l’anomalia/imperfezione diventa la porta attraverso la quale piccoli coaguli di sangue (trombi) possono raggiungere la circolazione arteriosa cerebrale, causando problematiche di tipo neurologico: da semplici ischemie transitorie e disturbi oculari fino ad arrivare, nelle condizioni più gravi, a veri e propri ictus cerebrali, quindi danni estesi e permanenti. Tramite accesso venoso femorale, all’altezza dell’inguine, è possibile, inserendo il dispositivo sotto stretto monitoraggio ecografico e radiologico, arrivare al centro del cuore e chiudere  in modo perfetto con una sutura percutanea, potremmo dire in maniera quasi sartoriale con ago e filo, ma solo in pazienti ben selezionati e con adeguata indicazione clinica e anatomica, il buco rimasto aperto nella parete interatriale”.

“Rispetto agli attuali sistemi percutanei di occlusione del fop – precisa Cremonesi - il NobleStitch cuce il canale esistente tra i due atri senza rilasciare protesi permanenti, comunque corpi estranei a contatto del sangue, nel setto interatriale: i cosiddetti ombrellini (meglio definiti occlusori) in lega metallica”. Il training per certificare a tutti gli effetti il Maria Cecilia Hospital, già annoverato come ospedale d’eccellenza e all’avanguardia in campo cardiologico/cardiochirurgico, quale polo interventistico di riferimento non solo a livello nazionale della tecnica NobleStitch, è ormai in fase conclusiva e l’utilizzo del device inventato da Anthony Nobles potrebbe presto raggiungere il 25-30% del numero totale di quelli utilizzati ogni anno. “Il Professor Nobles – conclude Cremonesi - conosce bene l’attività di rilievo svolta in questo ospedale e giovedì sarà da noi per osservare più da vicino il lavoro svolto dai medici del team di cardiologia interventistica, seguirli in diretta e gettare le basi di un rapporto professionale che punta all’ulteriore miglioramento della metodica”.

L’equipe di Cardiologia Interventistica del Maria Cecilia Hospital diretta da Cremonesi dal 16 al 19 maggio sarà protagonista all'EuroPCR di Parigi esponendo un “caso live” di NobleStitch davanti a una platea che raccoglie più di 11.000 cardiologi provenienti da tutto il mondo.

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