Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

'Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro': presidio davanti alla Prefettura

Le tre organizzazioni sindacali si sono riunite per sottolineare la necessità e l’urgenza di dar vita ad un Patto per la salute e la sicurezza sul lavoro per il nostro Paese

“Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”. Questo lo slogan che ha caratterizzato il presidio indetto da Cgil, Cisl e Uil giovedì mattina davanti alla Prefettura di Ravenna, nell’ambito della campagna nazionale avviata con assemblee nei posti di lavoro lo scorso 20 maggio, anniversario dell’approvazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Una manifestazione che ha visto la presenza di circa 200 delegati delle tre organizzazioni sindacali, riuniti per sottolineare la necessità e l’urgenza di dar vita ad un Patto per la salute e la sicurezza sul lavoro per il nostro Paese.

“Da sempre le organizzazioni sindacali considerano la sicurezza sul lavoro un diritto fondamentale – affermano Davide Conti, Roberto Baroncelli e Carlo Sama, rispettivamente segretario Cgil Ravenna, segretario Cisl Romagna e segretario generale Uil Ravenna - ma ancora troppo poco è stato fatto. Il ripetersi quotidiano di morti sul lavoro è tornato alla ribalta sulla scia dei recenti infortuni, purtroppo ancora una volta mortali, che hanno riguardato lavoratori anche molto giovani e non possiamo restare inermi. Così come non possiamo dimenticare che, nel silenzio più totale, ancor di più sono i decessi dovuti a malattie professionali riconosciute e quindi legate al tema della sicurezza”.

"In breve, quello che chiediamo può essere riassunto in 7 punti principali. Ad esempio - affermano Cgil, Cisl e Uil - fondamentale sarà introdurre un sistema di qualificazione per le aziende, partendo dal modello della patente a punti, per riconoscere il valore delle aziende che garantiscono e investono nella sicurezza e al contrario escludere dalle aggiudicazioni le imprese che speculano sulla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. Inoltre sono la contrattazione nazionale e decentrata che devono declinare in modo mirato le procedure di prevenzione, intervenendo sull’organizzazione del lavoro con impatto sulla salute e sicurezza, quindi orari, turni, ritmi e carichi di lavoro, assegnazione alle mansioni, incarichi nella gerarchia aziendale di prevenzione, lavoro agile e trasferte. Ma ogni lavoratore, a tutti i livelli, deve anche ricevere una formazione adeguata a prevenire adeguatamente i rischi derivanti dalla sua mansione, sul piano tecnico, dei rischi ed organizzativo e in ogni contesto lavorativo deve essere presente la rappresentanza, contrattuale e tecnica, quindi RSA/RSU-RLS/RLST, regolarmente eletti e periodicamente formati e aggiornati alla normativa. Oltre a questo, è necessario a livello nazionale una Riforma del livello istituzionale e coordinamento tra organi di vigilanza, prevedendo anche delle assunzioni mirate e garantendo agli organi ispettivi un aggiornamento costante della loro formazione".

"Anche le aziende devono essere sostenute laddove protagoniste nell’innovazione e ammodernamento delle tecnologie e nei dispositivi di protezione individuale. La ricerca deve essere potenziata e promossa, non solo in vista di innovative soluzioni di protezione sul piano tecnico, ma anche nei riguardi delle nuove frontiere del digitale e delle indispensabili misure di protezione. Ma la materia della salute e sicurezza - sottolineano Conti, Baroncelli e Sama - è anche soprattutto culturale ed è per questo che chiediamo venga inserita come materia specifica in tutte le scuole superiori, non solo negli istituti tecnici professionali. La sicurezza non riguarda infatti solo rischi tecnici specifici, ma comprende anche tutti gli aspetti che possono incidere sull’integrità psico-fisica del lavoratore. Inoltre, in merito alla discussione di questi giorni sul Codice degli appalti, respingiamo ogni tentativo di destrutturazione delle regole. Va evitata qualsiasi liberalizzazione del subappalto, che favorirebbe il dumping contrattuale e ridurrebbe le tutele e le procedure poste a garanzia della legalità e della trasparenza. Come collettività dobbiamo imparare – concludono i sindacalisti – a ricavare dagli errori e dalle mancanze del passato gli elementi per costruire una prospettiva migliore, a maggior ragione in un momento di ripartenza come quello che abbiamo di fronte, che costituisce un’opportunità imperdibile per rinnovare il nostro Paese. Le proposte che come sindacati facciamo per un nuovo Patto per la salute e la sicurezza sono improrogabili per fermare la strage nei luoghi di lavoro, e su questa vertenza ci attendiamo, in primo luogo dai rappresentanti istituzionali, la massima attenzione e condivisione, anche nelle politiche di territorio".

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