Festival di musica d'organo: l'opposizione compatta chiede il suo rilancio

Tutti i gruppi di opposizione hanno sottoscritto la richiesta di convocazione delle commissioni consiliari Cultura e Turismo del Comune di Ravenna

Su proposta di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, tutti i gruppi di opposizione hanno sottoscritto la richiesta di convocazione delle commissioni consiliari Cultura e Turismo del Comune di Ravenna per discutere di “Sostenere e valorizzare il festival internazionale di musica d’organo per il triennio 2019-2021”.

La relazione predisposta da Ancisi, che accompagna la richiesta, riproduce in premessa l’attestazione con cui l’anno scorso la giunta comunale siglò un accordo di compartecipazione con l’Associazione Polifonica per l’organizzazione del 57esimo Festival di musica da organo: “E' la manifestazione culturale più antica della Città ed una delle manifestazioni riconosciute come più longeve e prestigiose del mondo. Patrimonio storico della città di Ravenna, definito dal quotidiano tedesco Die Zeit ‘il fiore all'occhieIIo di Ravenna in Europa’, il Festival si svolge da 57 anni tutte le estati nella Basilica di San Vitale. Obiettivo del Festival è di richiamare nella città di Ravenna gli appassionati di questo particolarissimo genere di musica e promuoverne la diffusione”.

Il programma di quest'anno prevede di organizzare a San Vitale uno straordinario concerto inaugurale e altri quattro concerti di alto livello artistico. Questi potranno essere raddoppiati, nelle serate dei giorni precedenti, con altrettante anteprime riservate all’offerta turistica, qualora, con la collaborazione dell’assessorato competente e tramite le associazioni delle imprese alberghiere, sia possibile inserire l’ingresso a tali eventi nella promozione di “pacchetti” turistici specifici. I concerti stessi saranno comunque eseguiti anche presso l’Abbazia del Valsenio, bellissimo luogo recentemente restaurato, con l’annesso sito archeologico romano e medievale, tappa intermedia di un pellegrinaggio dantesco tra Firenze e Ravenna. "L’Associazione Polifonica - prosegue la relazione - ha presentato all’amministrazione comunale la richiesta di una sua compartecipazione all’organizzazione del 58esimo Festival, al quale si propone di offrire il massimo dell’interesse e della qualità, anche in vista del biennio che lo separa dalla sua 60esima edizione, coincidente col settimo centenario dantesco, in modo che a tale eccezionale ricorrenza possa concorrere tra le eccellenze culturali della nostra città. La Polifonica ha già ottenuto al riguardo, dalla prestigiosa rivista “Musica”, la concessione gratuita di tre pagine promozionali degli eventi che si andranno a realizzare nel 2021".

Di qui il richiamo dei gruppi di opposizione: “La partecipazione finanziaria del Comune di Ravenna è stata pari fino all’anno 2000 a 15mila euro, riducendosi a 10.500 nel 2002, a 7.500 nel 2013 e a 6.000 nel 2018. Ciononostante, la Polifonica, con grande sacrificio e spirito di missione, avendo stabilito importanti collaborazioni e convenzioni con Accademie Organistiche di Giappone, Stati Uniti e Germania (da cui il sostegno della Deutsche Bank), è riuscita a mantenere al Festival d’organo un prestigio elevato e una partecipazione di pubblico rilevante ed entusiasta. Le difficoltà si ripropongono anche per l'edizione del 2019 quando, a fronte di una previsione di spesa, pur ristretta al massimo, pari a 40mila euro, le entrate ipotizzabili assommano a 20mila euro, tra gli incassi e i contributi della Regione (a decorrere da quest’anno e destinati esclusivamente a rendere possibili le quattro repliche dei concerti ravennati presso l’Abbazia di Valsenio ), della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e della Deutsche Bank”. Di qui, l’istanza che “il Comune di Ravenna valuti a fondo le ragioni e le modalità di com-partecipare come organizzatore, con particolare impegno dei servizi Cultura e Turismo, al Festival d’organo 2019, nella prospettiva del triennio che porta al suo 60esimo e al settimo centenario dantesco”.

Il programma del Festival

L’edizione 2019 prevede 9 serate di concerto nella Basilica di San Vitale, su autorizzazione della Curia arcivescovile

Sabato 27 luglio - Voci d’Oriente, concerto inaugurale con Coro dei Bimbi della Filarmonica di Hong-Kong e organista Dong-Ill-Shin vincitore del Gran Premio Organistico di Chartres: la Polifonica propone all’assessorato al Turismo che questo evento sia promosso sin d’ora come offerta di eccezionale richiamo culturale per l’ultimo fine settimana di luglio con la formula concerto + hotel.

5 agosto (4 agosto eventuale  anteprima per i turisti): Diego Iglesias (Spagna) tromba e Marian Polin (Austria) organo - Disonancias 1939-2019, la musica organistica nella guerra civile spagnola.

12 agosto (11 agosto eventuale anteprima per turisti) - Organista Jean-Michel Douiller (Francia), La Divina Commedia nei Corali dell’autografo di Lipsia di Johann Sebastian Bach.

19 agosto (18 agosto eventuale anteprima per turisti) - Organista Heiner Grasst (Germania), Berlin bei Nacht/Notturno a Berlino.

26 agosto (25 agosto eventuale anteprima per turisti) - Duo Organistico Maccaroni (Italia), organo a 4 mani e 4 piedi, omaggio a Gioachino Rossini.

Come già fatto lo scorso anno,la Polifonica si impegna inoltre a replicare il concerto, ogni settimana, presso l’ Abbazia di Valsenio, raggiungendo così, con questa formula, una proposta totale di 13 concerti, al fine di promuovere e far conoscere questo bellissimo luogo recentemente restaurato, con l’annesso sito archeologico romano e medievale. Infatti la Polifonica, preparando il proprio progetto triennale 2019-2021 in vista del settimo centenario dantesco, evidenzia e propone il collegamento e il pellegrinaggio fra Firenze e Ravenna compiuto da San Zanobi, vescovo di Firenze, che fece una tappa proprio presso i monaci benedettini dell’Abbazia di Valsenio nel 409 d.C. La Regione ha quindi iscritto la Polifonica nel registro delle Associazioni di Promozione Sociale regionali e assicurato un contributo di euro 7.000 proprio per permettere la replica dei concerti ravennati a Valsenio e mantenere vivo questo collegamento culturale fra Ravenna e Firenze passando per la valle del Senio.

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