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Un sit-in davanti al carcere per chiedere che Matteo Cagnoni venga trasferito

Le associazioni ravennati tornano a chiedere il trasferimento dal carcere di Ravenna del dermatologo ravennate condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Giulia Ballestri

Le associazioni ravennati tornano a chiedere il trasferimento dal carcere di Ravenna di Matteo Cagnoni, il dermatologo ravennate condannato all'ergastolo per l'omicidio della moglie Giulia Ballestri - sentenza di recente confermata dalla Corte d'Appello di Bologna. La forma di protesta scelta è quella del sit-in: un anno fa le stesse associazioni avevano organizzato una fiaccolata sotto al carcere di Port'Aurea.

"Se oltre 60.000 firme raccolte a sostegno dell'interpello inoltrato alle Autorità preposte non fossero bastate, così come la conferma in appello, le regole dell'Ordinamento giuridico e le prassi organizzative penitenziarie, faremo di più - spiegano le associazioni costituitesi parte civile nel processo a Cagnoni, Linea Rosa, Dalla Parte dei minori, Unione donne in Italia insieme alla Casa delle donne di Ravenna - Dal 29 novembre ogni venerdì dalle 17,30 alle 18,00 saremo davanti alla Casa Circondariale di Ravenna per ribadire che la presenza di Matteo Cagnoni nel carcere della città di Ravenna è in imbarazzante contrasto con le disposizioni vigenti prescritte e previste per la gestione dei detenuti e per i loro trasferimenti. Per ottenere giustizia contro ogni privilegio e disparità di trattamento dei detenuti. Perchè il rispetto da parte delle Istituzioni per Giulia Ballestri e per i suoi figli pretende l'applicazione della legge senza alcuna discriminazione. Chiediamo alle cittadine e ai cittadini di essere con noi numerosi".

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