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Martedì, 4 Ottobre 2022
Cronaca

Ecco 'Dante', il nuovo film di Pupi Avati: "La scuola ci ha fatto odiare il Sommo Poeta, va risarcito"

Pupi Avati ha presentato a Roma 'Dante', dal 29 settembre al cinema. Il Sommo Poeta arriva sul grande schermo raccontato dagli occhi di Giovanni Boccaccio, qui interpretato da Sergio Castellitto

"Nel mezzo del cammin di nostra vita"... Pupi Avati ha presentato a Roma 'Dante', dal 29 settembre al cinema con 01 Distribution. "A scuola ci hanno trasmesso un senso di inadeguatezza nei confronti del Sommo Poeta tanto da farcelo odiare", ha dichiarato il regista, che dice di aver fatto questo film "perché ho pensato che Dante meritasse di essere risarcito e riavvicinato alle persone e a chi, come me, non l'hanno amato e non si sono incuriosite verso la sua opera, che andrebbe letta da autodidatta, come tutti i classici". In occasione del settecentenario della morte del Sommo Poeta, "questo genio assoluto è stato celebrato in modo poco umano e caloroso. Questo crea ancora più distanza tra lui e le persone".

Dante arriva sul grande schermo raccontato dagli occhi di Giovanni Boccaccio, qui interpretato da Sergio Castellitto, che nel 1350 viene incaricato di portare dieci fiorini d'oro come risarcimento simbolico a Suor Beatrice, figlia di Dante Alighieri, monaca a Ravenna nel monastero di Santo Stefano degli Ulivi. Nel suo lungo viaggio Boccaccio oltre alla figlia incontra chi, negli ultimi anni dell'esilio ravennate, ha dato riparo e ha offerto accoglienza al poeta e chi, al contrario, lo ha respinto mettendolo in fuga. "Tutti conosciamo quel naso, quel profilo, quella corona di alloro, ma Dante non si può raccontare. Infatti nessuno ha mai osato fare un film sulla Divina Commedia perché per conoscerla devi solo leggerla o impararla a memoria - ha detto Castellitto - Pupi con questa trovata narrativa ha raccontato l'irraccontabile attraverso il viaggio di un altro gigante ossia Boccaccio, che compie un gesto di amore filiale e umiltà. Ci ha raccontato un uomo che è stato cacciato, esiliato, che non ha potuto godere dell'amore della sua vita. Un uomo povero che è stato un soldato. Chi nella propria vita non ha vissuto la sensazione di un esilio? La grandezza del poeta è quella di far sì che tutta la sofferenza della propria esistenza si ricomponga in qualcosa di straordinario che è l'opera. Per questo motivo i poeti sono gli unici che ci possono salvare".

Nelle vesti di Dante vediamo il giovane Alessandro Sperduti e Carlotta Gamba in quelli di Beatrice. "Anche io ho sempre percepito Dante un po' distante - ha raccontato Sperduti - e quindi ho avuto paura perché mi sono dovuto confrontare con un universo immenso, però Pupi mi ha indirizzato sull'umanità del poeta. Dante non ha mai avuto paura di mostrare la sua sensibilità e fragilità: questo per me è rivoluzionario". Con questo film "ho capito quanto sia importante continuare a immaginare e ad illudersi. Sono due cose che stiamo perdendo", ha aggiunto Gamba.

Prodotto da Antonio Avati per Duea Film con Rai Cinema e con M.G. Production, il film è stato in parte recitato senza fare prove: "La scena della lettera con cui Boccaccio si asciuga gli occhi mentre piange era un momento che non avevo previsto e che Sergio ha deciso di fare in modo totalmente autonomo: un momento assolutamente armonico", ha raccontato il regista, che per realizzare il film si è servito anche de 'La Vita Nova' di Dante - un diario che mette insieme prose e poesie da lui scritte all'indomani della morte di Beatrice - ma anche dal 'Trattatello in Laude', una delle prime biografie su Dante scritta da Boccaccio. "Questo è un film è di grande ambizione e mi auguro che venga visto in un momento così difficile per il cinema italiano e per il Paese, ormai privato di ogni ambizione", ha concluso Avati.

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