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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Finge di vaccinare i pazienti 'no vax' per fargli ottenere il Green Pass: medico arrestato

I pazienti "vaccinati" provenivano anche da fuori Regione. Nella vicenda risultano coinvolte a vario titolo anche altre persone, tra le quali un poliziotto

Fingeva di fare il vaccino anticovid ai pazienti per far ottenere loro il Green Pass. La Polizia di Stato, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Ravenna, mercoledì pomeriggio ha eseguito un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di un medico di medicina generale 64enne convenzionato con l’Ausl Romagna, in quanto gravemente indiziato in particolare dei delitti di peculato, falso ideologico e corruzione.

Secondo l’ipotesi accusatoria il sanitario, in qualità di medico vaccinatore, avendo la disponibilità di vaccini antiCovid se ne sarebbe appropriato. In particolare avrebbe ritirato, nei primi giorni di ottobre, 15 flaconi di vaccino “Pfizer-Biontech” (per corrispondenti 90 dosi circa) del sistema sanitario nazionali, dei quali 13 flaconi, anziché utilizzarli per inoculare il vaccino a pazienti che certificava falsamente come vaccinati, rendeva inservibili conservandoli a temperatura ambiente. Inoltre, utilizzando l’applicativo “SoleWeb”, avrebbe inserito false certificazioni anticovid, aggiornando falsamente i relativi certificati vaccinali e inducendo in tal modo in errore il Ministero della Salute che, sulla base di questa certificazione, rilasciava Green Pass ideologicamente falsi.

In particolare, l’indagine era stata avviata dalla Procura di Belluno che aveva accertato come un soggetto lì residente, fermamente contrario alla vaccinazione anticovid, aveva in precedenza condotto la figlia minorenne a Ravenna per sottoporla nello studio medico dell’indagato a una vaccinazione simulata al solo fine di farle ottenere la certificazione verde, ma senza realmente sottoporla ai necessari trattamenti clinici. Questa poi, sottoposta ad esami clinici disposti dal pm, effettivamente non risultava aver sviluppato alcuna protezione anticorpale, ma appariva inserita come soggetto vaccinato con prima dose nel sistema informatico sanitario della regione di residenza.

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Nel corso delle indagini sono state ascoltate, in qualità di testimoni, diverse persone presenti nell’elenco dei “vaccinati” con una o due dosi dal medico arrestato, molti dei quali non assistiti dallo stesso, peraltro non solo residenti a Ravenna ma anche provenienti da fuori Regione. La quasi totalità di pazienti che si sono sottoposti volontariamente ad accertamenti clinici, finalizzati a verificare l’effettiva copertura vaccinale, sono risultati negativi, ossia non sottoposti a profilassi vaccinale.

Nella vicenda risultano coinvolte a vario titolo anche altre persone, tra le quali un poliziotto. Martedì è stato eseguito dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Ravenna il decreto di sequestro preventivo, emesso dall’Autorità giudiziaria, in ordine a 79 Green Pass rilasciati ad altrettanti cittadini, ritenuti ideologicamente falsi. Il provvedimento è stato notificato al Dipartimento della Digitalizzazione del Ministero della Salute e presso il locale Dipartimento di Igiene Pubblica per lo svolgimento di una completa mappatura delle profilassi eseguite dal medico summenzionato. Nel frattempo i suoi pazienti sono stati contattati dall'Ausl per verificare la presenza o meno di anticorpi.

"Voglio innanzitutto ringraziare le forze dell’ordine e l’autorità giudiziaria, grazie alle cui attività è stato possibile individuare questa persona - commenta il sindaco Michele de Pascale - E voglio affermare chiaramente che la sua condotta, che se confermata è ovviamente inqualificabile, è doppiamente deplorevole, perché non si limita a concretizzarsi nella violazione di norme e nella messa a repentaglio della salute di singoli cittadini e dell’intera collettività, cose già di per sé gravissime, ma offende profondamente la professionalità e l’etica di tutto il personale medico e sanitario che da quasi due anni si sta dedicando con i massimi impegno e abnegazione alla cura di chi è colpito dal Covid. A supporto dell’operato dell’autorità giudiziaria, sono certo che la nostra Ausl valuterà nella maniera più opportuna ogni azione da mettere in campo".

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