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Finti poliziotti e sanitari del 118 con manganelli e lampeggianti: arrestati

All’interno dell’auto gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato una pistola ad aria compressa priva del tappo rosso, due lampeggianti di emergenza e tre radio ricetrasmittenti

La Polizia di Stato ha arrestato tre cittadini italiani di 19, 20 e 21 anni per i reati di possesso di segni distintivi contraffatti, usurpazione di titoli o di onori e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Nella serata di martedì, a Sant'Agata sul Santerno, durante un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Questore di Ravenna il personale del Commissariato di Lugo e del Reparto Prevenzione Crimine di Bologna ha proceduto al controllo di un’auto, riconosciuta dai poliziotti perché oggetto di ricerche.

Infatti la Polizia Stradale di Bologna, nei giorni scorsi, aveva diramato una nota di ricerca relativa a un’auto che era stata vista percorrere l’autostrada A1 nei pressi di Pian del Voglio con azionato un dispositivo lampeggiante di emergenza, simile a quello utilizzato dalle forze dell’ordine. Poiché dai primi accertamenti l’auto non era risultata in uso ad alcuna forza di polizia, era stata diramata una segnalazione per le ricerche del veicolo.

A bordo dell’auto sono stati identificati tre giovani italiani di 19, 21 e 20 anni, quest’ultimo gravato da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio. Nella diponibilità di due di loro, i poliziotti hanno rinvenuto due tesserini sanitari del 118, che sono stati sequestrati perché risultati falsi. All’interno dell’auto gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato una pistola ad aria compressa priva del tappo rosso, due lampeggianti di emergenza e tre radio ricetrasmittenti. Al termine delle perquisizioni effettuate dai poliziotti nelle abitazioni dei giovani, sono stati rinvenuti e sequestrati un manganello telescopico, altri capi di abbigliamento del 118 e un falso tesserino simile a quelli ritrovati in precedenza.

I tre sono stati accompagnati in carcere in stato di arresto per i reati di possesso di segni distintivi contraffatti, usurpazione di titoli o di onori e porto di armi od oggetti atti ad offendere e sanzionati per la violazione delle norme finalizzate al contenimento dell’emergenza sanitaria in corso. Le indagini sono coordinate dal pm Angela Scorza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna.

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