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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

Fiumi, Coldiretti: "Tane di animali negli argini di Lamone e Sillaro prima dell'alluvione"

L'associazione attacca gli ambientalisti: "E' evidente l’eccesso di vegetazione e, al contempo, la dimensione di quelle tane presenti sugli argini è tale da compromettere la stabilità"

Un duro attacco al mondo ambientalista arriva da Coldiretti. Tema della discussione è lo stato dei fiumi alla luce della devastante alluvione che ha colpito il territorio ravennate. Coldiretti in particolare si scaglia contro le accuse di una "presunta ed eccessiva manutenzione e pulizia della vegetazione degli alvei dei fiumi", ma l'associazione degli agricoltori si concentra anche sulla "presenza lungo i corsi degli animali cosiddetti fossatori e le conseguenze di questa presenza massiva sulla tenuta arginale".

"Se è vero, infatti, che l’eccessiva cementificazione incide sulla tenuta idrogeologica di territori fortemente stressati dagli effetti del cambiamento climatico in atto, e che occorre lavorare ulteriormente sulle infrastrutture e sull’innovazione a partire dal sistema degli invasi necessari per raccogliere l’acqua - prosegue Coldiretti - è altrettanto vero che occorre difendere il nostro patrimonio agricolo, il più green d’Europa, e la sicurezza delle comunità dalla disinformazione". Coldiretti Ravenna condivide quindi alcune testimonianze fotografiche raccolte tra il 3 e il 4 maggio, a ridosso del primo evento alluvionale e a poche settimane dal secondo, immagini che secondo l'associazione "evidenziano palesemente lo stato di criticità in cui versavano argini e alvei di Sillaro e Lamone, fiumi che hanno subito rotture arginali in entrambi gli eventi".

“Le immagini – afferma il Direttore di Coldiretti Ravenna – ci mostrano enormi tane di animali presenti nelle vicinanze della rottura del Sillaro dove era stata segnalata da tempo la presenza di istrici e nutrie, altre, invece, sono relative alla vegetazione ‘viva, quindi escludendo tronchi e rami secchi, presente sulle sponde e all’interno del letto del fiume in zona Boncellino. Chi non vuole vedere e preferisce negare l’evidenza è intellettualmente disonesto – afferma Zampini - perché è evidente l’eccesso di vegetazione e al contempo, la dimensione di quelle tane presenti sugli argini è tale da compromettere la stabilità”.

Argini del Sillaro tra il 3 e il 4 maggio (foto da Coldiretti)-3

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