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Domenica, 23 Gennaio 2022
Cronaca

Foce del Bevano, raccolti 50 sacchi di rifiuti. Avvistata anche una "pittima minore"

Un'area protetta e interdetta denominata "rossa", compresa tra la sponda nord della foce del torrente Bevano e il Lido di Dante

Domenica scorsa, alla foce del Bevano, si è svolta la seconda fase di "Puliamo il mondo", l'iniziativa di Legambiente che ha preso spunto dalla campagna mondiale "Clean up the world", affiancata sempre dalla nostra Rete di associazioni per la tutela del fratino ravennate. Dopo quella che ha interessato il lato sud del Bevano (Lido di Classe), l'area costiera interessata alla pulizia da plastica ed immondizia, è stata quella a nord. Un'area protetta e interdetta denominata "rossa", compresa tra la sponda nord della foce del torrente Bevano e il Lido di Dante. 

Numerosa la partecipazione con 50 volontari che dopo un breve "briefing" alle 09:30, muniti di guanti e sacchi, si sono divisi in squadre e zone di intervento. L'operazione ha prodotto complessivamente la raccolta di 50 sacchi di rifiuti (principalmente plastica), oltre a boe e numerose bottiglie di vetro. "La presenza di plastica sotto varie forme (soprattutto reti per l'insacco di mitili) è stata riscontrata in quantità inimmaginabili - spiegano dall'associazione "Salviamo il fratino della costa ravennate" -. Così come il fenomeno di subsidenza ed erosione, tale da creare dislivelli anche di un metro tra il fronte eroso e la linea di costa (battigia), ormai a ridosso della duna costiera e della pineta retrostante".

Non è mancata una piacevole sorpresa: l'avvistamento di una splendida coppia di "Pittima minore", un medio/piccolo trampoliere migratore, nidificante in area artica, ora in transito per le aree di svernamento comprese tra il sud del Mediterraneo e il Sudafrica. La "Pittima minore" è discretamente diffusa in tutto il mondo ed è un migratore a lungo raggio in grado di percorrere anche più di 11.000 km per completare una migrazione. La popolazione europea è però piuttosto limitata per diverse ragioni, la prima tra le quali la caccia intensiva, che è stata praticata soprattutto negli anni 70/80.

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