Cronaca

Fondi Ex Orfanotrofio Ravenna, "le orfanelle hanno torto"

Il giudice del tribunale di Ravenna, Roberto Sereni Lucarelli, al termine delle 29 pagine della sentenza, ha anche condannato le orfanelle al pagamento di 60 mila euro di spese di lite

Respinta la domanda delle oltre 100 orfanelle che avevano promosso la petizione di eredità sul lascito del conte Galletti Abbiosi. Il giudice del tribunale di Ravenna, Roberto Sereni Lucarelli, al termine delle 29 pagine della sentenza, ha anche condannato le orfanelle al pagamento di 60 mila euro di spese di lite a cui vanno aggiunti altri 7 mila e 500 euro tra spese generali, Iva e Cpa.

La vicenda si era innescata dall'eredità che il conte Carlo Galletti Abbiosi, benefattore ravennate morto nel 1867, aveva voluto riservare al mantenimento di un orfanotrofio all'interno della sua ultima dimora, un palazzo della centralissima via di Roma, più di recente diventato albergo di rango. Il conte aveva lasciato un cospicuo patrimonio, costituito da numerosi immobili e da diversi terreni. Nel testamento erano state elencate le modalità di gestione dell'istituto. Una clausola in particolare prevedeva che, in caso di chiusura dell'orfanotrofio, l'eredità sarebbe andata a beneficio delle orfane. 

Negli anni '70 la struttura aveva chiuso per trasformarsi in albergo-ostello, con l'allontanamento delle orfane presenti. Le quali quando avevano saputo del testamento, avevano promosso la petizione di eredità contro la fondazione 'Istituzioni di assistenza riunite Galletti-Abbiosi monsignor Morelli Pallavicini Baronio'. Nel gennaio del 2010, a seguito di istanza dell'avvocato Chiara Boschetti che tutela il gruppo più numerose di orfanelle, la causa era stata potenzialmente aperta mediante pubblico bando a tutte le 339 orfane ospitate nella struttura o ai loro eredi.

Per la "soluzione della controversia" - ha scritto il giudice, come riporta l'Ansa - è stato "determinante valutare la fondatezza dell'eccezione di prescrizione del diritto di accettare l'eredità". Su questo punto la sentenza chiarisce che "la qualità di erede, una volta acquisita, non si perde più". Ma "senza accettazione di eredità, non si ha ancora acquisito" tale qualità. E in tal senso "la prescrizione è ordinaria decennale". E se anche alla chiusura nell'orfanotrofio vi fossero state "alunne in tenerissima età", cioé minorenni senza tutore, (il limite era di sette anni), allora "il termine di prescrizione avrebbe cominciato a decorrere dal 1991".

Per il resto il giudice ha considerato che per "molti atti di gestione" del patrimonio "é sicuramente ravvisabile il mancato rispetto della volontà" testamentaria del conte. Per quanto riguarda quei 60 mila euro di spese di lite, il giudice ha infine chiarito che derivano "dall'esigenza di ristorare la parte vittoriosa dagli oneri di attività processuale cui è stata costretta dall'attività dell'avversario".

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