Forza Nuova in azione contro i centri antiviolenza, Linea Rosa: "Le donne non si lasciano strumentalizzare"

A Ravenna, gli esponenti del movimento hanno affisso alcune locandine raffiguranti i volti di alcune vittime uccise da stranieri e la domanda "Loro non meritano il vostro interesse?" nelle fermate degli autobus

Nella notte precedente all’8 marzo, i centri antiviolenza di Bologna, Modena e Parma, insieme ad altri centri antiviolenza in Italia, sono stati bersaglio di una provocazione delle militanti dell’associazione Evita Perón, aderente a Forza Nuova. A Ravenna, gli esponenti del movimento hanno affisso alcune locandine raffiguranti i volti di Pamela Mastropietro, Desirée Mariottini, Asia Bibi, Ahed Tamimi e Gianna Jessen, donne uccise da stranieri, e la domanda "Loro non meritano il vostro interesse?" nelle fermate degli autobus.

"Con l’affissione di alcune locandine si accusano, in particolare, i centri di interessarsi solo ad alcuni casi di violenza maschile, trascurando volontariamente, per questioni ideologiche, le donne vittime di violenza da parte di uomini stranieri - spiegano dall'associazione ravennate Linea Rosa, da sempre in prima linea nella difesa delle donne - Da quando sono nati, i centri antiviolenza hanno studiato, monitorato e analizzato il fenomeno della violenza sulle donne, ripetendo fino allo sfinimento che la violenza maschile sulle donne è un fenomeno endemico, trasversale a ogni livello culturale, sociale ed economico. Uomini di ogni età, classe sociale, provenienza geografica e appartenenza culturale agiscono violenza contro le donne perché la cultura patriarcale è radicata in contesti culturali e geografici molto lontani e diversi fra loro. Le donne sono oggetto di discriminazione e soprusi in tutto il mondo e la violenza di genere è diffusa purtroppo dappertutto, assumendo connotati e forme diverse, ma che vedono ugualmente le donne a essere sottomesse e subordinate. Quella fra i generi è una relazione di potere che si è evoluta in modo sbilanciato e che lentamente e faticosamente è stata individuata, decostruita e contrastata dalle donne che, in ogni parte del mondo, hanno cominciato a lottare per i loro diritti".

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna rimanda quindi al mittente le accuse ricevute dal movimento Forza Nuova e rivendica il suo lavoro che, da decenni, aiuta tutte le donne che subiscono violenza, indipendentemente dalla loro provenienza culturale o da quella dell’uomo autore di violenza. "I dati raccolti e diffusi dal Coordinamento in occasione dell’8 marzo parlano chiaro: le donne provenienti da altri paesi che nel 2018 si sono rivolte ai centri antiviolenza aderenti al Coordinamento sono pari al 34,1%, le donne italiane sono invece il 65,9% - continuano da Linea Rosa - Numeri che parlano da soli: in Italia la violenza sulle donne non è un problema di sicurezza legato ai flussi migratori. La maggior parte delle donne che subisce violenza non muore “per mano dell’immigrazione”, ma per mano della violenza maschile agita in relazioni intime e familiari. Partner ed ex partner che non riconoscono alle donne il diritto di troncare una relazione, di vivere la relazione in maniera paritaria, di autodeterminarsi, di vivere, semplicemente".

"L’attacco provocatorio delle militanti di Forza Nuova è un fatto grave che conferma quanto forti sono oggi, nella politica, le spinte reazionarie che vogliono silenziare e ostacolare il movimento delle donne - conclude Angela Romanin, presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna - Lo sciopero e le manifestazioni che si sono tenuti in tutta Italia in occasione dell’8 marzo ci dicono però che sempre più donne e uomini chiedono una società più paritaria e ci incoraggiano a proseguire il nostro lavoro di contrasto alla violenza sulle donne".

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