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Cronaca

Gene Gnocchi dopo la battuta sul maiale: "È satira, mi spiace ma non mi sento in colpa"

Il comico ha cercato di dare una spiegazione alla battuta da lui pronunciata quando, alludendo alle foto di un maiale tra i cassonetti dei rifiuti, ha ironizzato sul fatto che l'animale si chiamasse Claretta Petacci

"E' stato assolutamente un malinteso pazzesco, mai e poi mai infierirei su dei morti". Con queste parole giovedì mattina il comico Gene Gnocchi, ai microfoni di Radio Capital, ha cercato di dare una spiegazione alla battuta pronunciata durante la trasmissione "Di Martedì" quando, alludendo alle foto rilanciate nei giorni precedenti da Giorgia Meloni di un maiale tra i cassonetti dei rifiuti in un quartiere di Roma, alla periferia della Capitale, ha ironizzato sul fatto che l'animale si chiamasse Claretta Petacci, amante di Benito Mussolini. Giovedì il comico, residente a Faenza, si è ritrovato sotto casa uno striscione con scritto "Vigliacco", gesto subito rivendicato dai militanti di Forza Nuova.

"Il malinteso è nato dal fatto che il mio obiettivo era la Meloni, che ha continuato per giorni a postare le foto del maiale, come quelli che postano le foto quando perdono i loro animali - spiega Gnocchi - Allora mi è venuta in mente l'idea: la Meloni ha perso il suo animale da compagnia, e subito mi è è venuto in mente il nome della Petacci, ma poteva essere qualunque altro nome. E' lontanissima da me l'idea di dileggiare Claretta Petacci: se qualcuno si è sentito toccato mi dispiace, però io rivendico il diritto di fare satira. Non mi sento in colpa, la cosa era lieve come idea di base. Poi tutto è strumentale in campagna elettorale, però uno non può "castrarsi" continuamente per questo. Oltre ai manifesti intimidatori apparsi fuori casa, sul sito di Forza Nuova hanno minacciato di manganellarmi". E in effetti sul profilo Facebook di Forza Nuova Roma ha fatto la sua comparsa un post, mercoledì sera, in cui "si invitano tutti quelli che portano Claretta nel cuore a prendere calci nel sedere e a schiaffi futuristi questo balordo, ovunque venga incontrato".

"Faccio questo lavoro da più di 30 anni e credo si debba almeno veder riconosciuta la mia assoluta indipendenza da qualunque schieramento - conclude il comico - Noi prendiamo in giro tutti i politici, io non appartengo e non sono mai appartenuto a un'area politica. Certo, posso avere delle simpatie, ma questo non mi esime dal fare il mio lavoro sempre in maniera seria. Che si riconosca almeno questo".

"Quel maiale è Claretta Petacci", e sotto casa di Gene Gnocchi spunta uno striscione: "Vigliacco"

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