Furti a raffica sulle auto dei turisti e davanti alle chiese: due in manette

I Carabinieri al termine di una prolungata attività di indagine, hanno tratto in arresto due uomini, appartenenti in realtà ad una organizzazione più ampia

I Carabinieri della Compagnia di Ravenna, al termine di una prolungata attività di indagine, hanno tratto in arresto due uomini, appartenenti in realtà ad una organizzazione più ampia, dedita a furti su autovetture. L’operazione finale ha scritto la parola fine su una lunga serie di eventi che si stavano portando avanti da tempo nel ravennate.

Si tratta di due cittadini italiani di etnia Rom, provenienti da un campo nomadi nell’imolese; la base consentiva loro una grande mobilità su tutto il territorio dell’Emilia Romagna ed infatti la loro “mano” non ha mancato di farsi sentire. Nel ravennate in particolare si stavano registrando aumenti di furti su auto in sosta, che fossero accese al semaforo, dove i malviventi aprivano lo sportello passeggero e al volo arraffavano la borsa sul sedile, o parcheggiate, spaccando il finestrino o la serratura, la banda aveva ormai messo insieme un repertorio di colpi che non ha potuto lasciare impassibili i Carabinieri, determinati a reprimere il fenomeno criminoso.

In particolare i militari hanno notato che i colpi conoscevano una impennata laddove vi fosse un raggruppamento significativo di persone. Se le auto in sosta sul lungomare, potevano considerarsi un obiettivo prevedibile, lo erano certamente meno gli assembramenti di veicoli nei cimiteri in occasioni di funerali o davanti alle parrocchie durante le celebrazioni religiose; bastavano pochi arnesi da scasso per accedere all’interno dell’abitacolo e prelevare quanto distrattamente lasciato dai malcapitati come portafogli, borse, zaini etc.

Ovviamente i criminali non si sono mai tirati indietro neanche davanti a scippi o borseggi in zone turistiche; non a caso, l’episodio decisivo per le indagini si è svolto proprio nel parcheggio del Mausoleo di Teodorico a Ravenna. Le indagini sono state avviate da poche settimane, il tempo necessario per constatare che i soggetti fossero sempre gli stessi, che in particolar modo la vettura utilizzata fosse sempre quella; in realtà veniva utilizzata indistintamente da tutta la famiglia Rom, tanto che almeno in un paio di occasioni a bordo sono state controllate due donne, anche se in quel frangente non sono stati consumati reati. Le operazioni, condotte dai militari della Stazione Carabinieri di via Alberoni, anche con l’ausilio di attività tecnica d’indagine, ha permesso in breve tempo di definire il quadro completo della situazione e di seguire i malviventi quel tanto che bastava per coglierli in flagranza di reato, esattamente come accaduto sabato scorso: nel tardo pomeriggio i due ladri hanno atteso che un ignaro turista si avviasse verso il Mausoleo dopo aver parcheggiato l’auto, prima di sfondare la serratura della macchina e prelevare il portafoglio incautamente lasciato nell’abitacolo.

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Immediatamente è scattato il dispositivo dell’Arma; i due malviventi si sono dati alla fuga, ma braccati da ben 3 macchine immediatamente accorse, si sono dovuti arrendere. Oltre agli arnesi da scasso e al portafogli, frutto evidente del reato appena commesso, si è appurato che entrambi viaggiassero sprovvisti di documenti e che uno dei due fosse anche colpito dall’obbligo di dimora nel Comune di Imola. Gli autori del reato sono stati dichiarati in arresto e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il rito direttissimo che si è concluso con il regime degli arresti domiciliari. Per gli altri indagati invece, sono arrivati le denunce in stato di libertà da parte dei Carabinieri della Stazione di Via Alberoni.

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