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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca Centro / Via Girolamo Rossi, 63

Furti e caos nella casa popolare, un residente: "Siamo spaventati, ho paura per le mie figlie"

Qualche giorno fa il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, ha sollevato una polemica presentando un'interrogazione sull'immobile di edilizia popolare al civico 63 di via Girolamo Rossi, di proprietà dell'Asp, spiegando come si sia venuta a creare "una realtà di grave degrado"

Qualche giorno fa il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, ha sollevato una polemica presentando un'interrogazione sull'immobile di edilizia popolare al civico 63 di via Girolamo Rossi, di proprietà dell'Asp, spiegando come si sia venuta a creare "una realtà di grave degrado. Utilizzato soprattutto dal Comune per collocarvi persone a diverso titolo bisognose e riempito nel tempo con persone di svariata nazionalità - spiega il consigliere - vi accadono frequenti accese discussioni, urla e schiamazzi, specie provenienti dal cortile interno, dove è stato allestito un tinello all’aperto che diventa anche luogo di prolungati ritrovi. Alle numerose persone ospitate viene permesso di comportarsi senza alcuna regola e rispetto altrui, in appartamenti di cui non è chiaro chi e quanti li abitino, visto il continuo via vai. Si è assistito a un prolungato controllo svolto da ben tre volanti della Polizia nel corso di un pomeriggio e a un altro eseguito dai Carabinieri nelle prime ore del mattino. L’immobile è stato progressivamente riempito di ‘inquilini’ che hanno creato una polveriera destinata a esplodere. Spesso viene lasciato aperto il portone d’ingresso per consentire l’accesso a persone sprovviste di chiavi, e quindi non ufficialmente presenti o comunque di passaggio. Essendo a rischio anche numerosi cortili confinanti, trovando aperta una porta, si è introdotto in un immobile un individuo per rubare”.

"Concordo appieno con quanto esposto da Ancisi, anche considerato che ho figli adolescenti, per la cui sicurezza sono preoccupato di fronte a talune situazioni che si sono verificate e taluni soggetti visti transitare in tale immobile - ci scrive un residente di via Giromalo Rossi, chiedendo di mantenere l'anonimato - Risulta difficile determinare il numero effettivo degli inquilini presenti, poiché il continuo andirivieni di persone non permette di stabilire quali siano legittimamente residenti. Creare tali concentrazioni produce realtà a sé stanti, completamente staccate dal tessuto sociale, impossibilitate al confronto e spesso in contrasto con esso. Vi è un totale abbandono di tali soggetti e di coloro che con essi devono convivere. Viene permesso di fare tutto ciò che si vuole, fregandosene e anche a danno degli altri, delle norme sociali e comportamentali; non vengono forniti strumenti e attuati controlli, necessari per relazionarsi correttamente con le altre persone. Tanto più che tale quadro lede la stessa immagine della città. Infatti, via Girolami Rossi è una strada in pieno centro storico e molto percorsa. In più di un’occasione si sono verificati episodi che hanno lasciato attoniti e anche spaventati i numerosi passanti. L’ultimo si è verificato sabato 27 agosto, quando ben tre pattuglie dei Carabinieri sono dovute intervenire a causa di un’accesa discussione svoltasi sulla strada, con protagonisti gli abitanti di un appartamento dell’immobile. È oltremodo evidente la necessità che venga rivista in toto la gestione di tale fabbricato, la cui destinazione deve essere relativa a situazioni che non abbiano in sé presupposti degenerativi".

"Le collocazioni abitative di accentuate complessità e problematicità, personali e sociali, non devono essere concentrate in singoli edifici pubblici, bensì frazionate in quote minime all’interno di una loro pluralità, così da agevolarne, anziché contrastarne o pregiudicarne, la normalità e il benessere delle relazioni coi condomini, coi vicini e col circondario - conclude il consigliere d'opposizione Ancisi nella sua interrogazione - I 2.266 appartamenti, di cui si giova l’edilizia popolare nel nostro Comune, lo consentono ampiamente, potendo anche essere assegnati a casi eccezionali di marcata emergenza. L’immobile di via Girolamo Rossi, per non essere “una polveriera destinata a esplodere”, dovrebbe essere riorganizzato in questo modo. Per farlo, basta la volontà politica. Nel frattempo, occorre ristabilire con urgenza e severità l’ordine pubblico e il rispetto delle regole. La presenza e la vigilanza dei servizi responsabili deve essere costante e assidua, anche a fini di prevenzione e di assistenza, ma chi continua ad infrangere leggi e regolamenti deve essere punito ed allontanato. La Polizia locale vigili per quanto di competenza".

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