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Cronaca Faenza

Prendeva di mira le vittime più "indifese": arrestato esperto di truffe e furti

L’indagine degli uomini dell'Arma non è stata facile perchè è stato necessario passare al setaccio tutte le denunce dei furti, dei borseggi e dei raggiri commessi in città dall’inizio dell’anno prendendo spunto da un “indizio” comune a tutti gli episodi

I Carabinieri della Compagnia di Faenza, al comando del capitano Cristiano Marella, hanno chiuso le indagini su numerosi furti e raggiri commessi in città dall’inizio dell’anno, che hanno visto come vittime anziani, disabili, donne e minori. L’autore dei crimini “seriali” è N.G., il 31enne marocchino già in carcere dal mese di agosto, quando i carabinieri lo avevano scovato nascosto in uno stabile abbandonato dopo che in meno di 48 ore aveva messo a segno due rapine notturne, una delle quali ai danni di una ragazza che durante l'episodio fu oggetto di attenzioni di natura sessuale da parte del malvivente.

L’indagine degli uomini dell'Arma non è stata facile perchè è stato necessario passare al setaccio tutte le denunce dei furti, dei borseggi e dei raggiri commessi in città dall’inizio dell’anno prendendo spunto da un “indizio” comune a tutti gli episodi: la vulnerabilità delle vittime dovuta alla loro età oppure al particolare coinvolgimento emotivo, motivi che hanno reso più difficoltosa la ricostruzione dei fatti e le fattezze dell'autore.

Alla fine, il meticoloso e paziente lavoro dei Carabinieri della stazione di faenza principale e di quelli della stazione Borgo Durbecco, sotto il coordinamento del Nucleo Operativo e Radiomobile, ha consentito di produrre all’autorità giudiziaria concrete fonti di prova fra cui anche le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza, che hanno agevolato i “riconoscimenti” delle vittime, portando all’identificazione del 31enne marocchino, clandestino e senza fissa dimora, noto sia per il suo curriculum di precedenti penali sia per la sua indole delinquenziale così spiccata da non risparmiare nemmeno persone affette da gravi disabilità.

E' il caso, per esempio, di un 45enne tetraplegico che nel mese di aprile di quest’anno era stato avvicinato dal malvivente in Piazza Lanzoni, all’uscita di un supermercato; lo straniero dopo aver rassicurato la vittima facendogli credere di conoscerlo molto bene, gli aveva proposto l’acquisto di un apparato elettronico che collegato con il telefonino ed il dispositivo bluetooth già in uso al disabile, lo avrebbe agevolato nelle comunicazioni. La vittima aveva subito rifiutato quella proposta tuttavia si era trattato soltanto di un espediente utilizzato dal marocchino per avvicinarsi al disabile ed approfittare della sua totale impossibilità di muoversi e di reagire per rubargli proprio il telefonino che aveva sulle gambe, l’unico mezzo che aveva per comunicare tramite bluetooth.

Ma quello non fu l'unico episodio durante il quale il malvivente si distinse per insensibilità nei confronti delle vittime. In quello stesso periodo infatti fra le sue vittime anche un 83enne costretto all’uso delle stampelle. Il clandestino lo aveva avvicinato all’uscita dal bar dove l’anziano era solito, ogni mattina, fare colazione e leggere il giornale, quindi appena l’uomo era salito sulla propria auto, l'extracounitario gli aveva chiesto un passaggio in ospedale facendogli credere di avere necessità di una visita urgente e chiedendogli in prestito qualche spicciolo per pagare il ticket. In realtà anche quello era stato un “trucco” per vedere dove l’anziano custodiva il portafogli, infatti dopo aver convinto l’83enne ad accostare per farlo scendere, il marocchino si era impossessato del portafogli e si era dato alla fuga.

Un mese prima, invece, sempre l'indagato aveva messo a segno un furto con destrezza ai danni di una 38enne faentina che era stata avvicinata nei pressi di un bar in zona “autocorriere” lungo viale delle ceramiche. La donna quella mattina aveva lasciato un attimo la sua giacca appoggiata su una sedia del bar, tuttavia il 31enne aveva seguito tutti i suoi movimenti ed era riuscito a sfilarle dalla tasca le chiavi dell’auto parcheggiata nelle vicinanze, dopodichè l’aveva aperta e “ripulita” impossessandosi del portafogli, di un telefono e di altri oggetti.

Un altro furto di telefono cellulare era stato commesso dal marocchino sempre nel mese di aprile ai danni di un 25enne che mentre si trovava nei pressi di piazza San Francesco a Faenza, era stato avvicinato dal 31enne extracomunitario che in sella ad una bicicletta glielo aveva “strappato” di mano. La stessa sorte era capitata ad un 15enne che presso l’ufficio postale di via naviglio era stato avvicinato dal magrebino che gli aveva chiesto di fargli fare una telefonata, quindi appena ricevuto il telefonino era scappato in bicicletta. il malvivente non aveva risparmiato nemmeno gli esercizi pubblici, infatti sempre nel mese di luglio, all’apertura di un bar del centro città, approfittando del fatto che la proprietaria si trovava da sola, era riuscito senza farsene accorgere ad aprire il cassetto del registratore di cassa impossessandosi di circa 120 euro.

Ma non erano solo i furti i reati più “congeniali” al calndestino: dal mese di gennaio al mese di maggio scorso aveva tentato più volte la truffa del “falso incidente stradale” ai danni di donne ed anziani che solitamente aspettava nel parcheggio dell’ospedale o nei paraggi dei supermercati della città, dove simulava di essere stato investito dalla loro auto durante la fase di manovra chiedendo una cifra di denaro come risarcimento, in cambio garantendo che non avrebbe chiesto l’intervento delle forze dell’ordine e quindi non avrebbe avviato la procedura risarcitoria con l’assicurazione.
Riguardo questo tipo di truffa il marocchino si è rivelato un vero “maestro”: sono innumerevoli in casi in cui è riuscito a portare a termine raggiri con questa “tecnica” tuttavia il più delle volte è stato denunciato dai carabinieri di Faenza che nel mese di febbraio scorso  lo avevano anche arrestato in flagranza dopo che aveva messo in atto la stessa truffa ai danni di un 88enne faentina appena uscita da una banca.

Vista la lunga serie di arresti e denunce a suo carico, i militari dell’arma nel mese di giugno gli avevano anche notificato il provvedimento di divieto di ritorno a Faenza emesso dal questore; tuttavia il 31enne aveva continuato imperterrito a violarlo senza alcuna remora, dando prova di una preoccupante escalation della sua pericolosità sociale (il cosiddetto “salto di qualità”) giunto al culmine nel mese di agosto quando nel capoluogo manfredo aveva messo a segno le due rapine (una ai danni di una donna che sotto minaccia aveva tentato di baciare), che avevano portato i carabinieri a dare inizio ad una vera e propria “caccia all’uomo” tramite serrate ricerche nei casolari abbandonati e luoghi abitualmente frequentati dai senzatetto, fra cui un’ex clinica privata dove era stato rintracciato ed arrestato.

Il pubblico ministero Cristina D’Dniello ha proposto al gip Pervittorio Farinella l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che i militari dell’arma hanno notificato al marocchino alcuni giorni fa, raggiungendolo nel carcere di Modena, dove era stato trasferito successivamente al suo arresto di agosto. I capi di imputazione che gli sono stati contestati vanno dal furto aggravato al furto con strappo ai tentativi di truffa. Il gip ha motivato la misura carceraria a carico dell'extracomunitario  ravvisando un grave pericolo di reiterazione e giudicando “impressionante” la serie di precedenti di polizia per reati contro il patrimonio ma soprattutto ha definito “riprovevole” la sua tendenza a scegliere come vittime dei reati le persone più indifese per l’età, o per problemi fisici, pertanto più facilmente aggredibili.

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