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Niente bonus da 600 euro per la barista malata di cancro: i suoi amici lanciano una raccolta fondi

"Abbassando il velo della vergogna iniziale, mi sono resa conto che allora valgo, perché in un momento così duro per tutti c'è gente che con gran cuore mi sostiene"

Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato la commovente storia di Gessica Vilardo, 31enne titolare del "Nuovo bar Villa San Martino", rimasta senza il bonus da 600 euro in quanto già titolare di una pensione di invalidità di 149 euro perchè malata oncologica. Il suo sfogo non è rimasto inascoltato, tanto che immediatamente è stata lanciata una raccolta fondi per cercare di aiutare la barista, madre di due bambini.

"A causa del Coronavirus il Nuovo bar San Martino versa in gravi difficoltà - si legge nel testo della petizione aperta da Paola Fabbri - Le persone che ci lavorano hanno dato tutto a questa attività, corpo, anima, cuore e sogni e meritano aiuto. Alla titolare dell'attività, che purtroppo é ammalata di cancro, sono stati negati i 600 euro erogati alle partite iva a causa della clausola che impone di non darli a chi riceve una pensione di invalidità, che nel suo caso ammonta a 149 euro circa, come se questa pensione non le fosse comunque necessaria per la sua malattia".

Nel giro di pochi giorni la petizione è già riuscita a raccogliere oltre 2300 euro, grazie alla generosità di più di 70 persone. "Chi mi conosce sa bene come sono fatta - commenta Gessica - Sa che ho sempre cercato di rialzarmi da sola. Ma questa volta non ce la facevo e avevo deciso di chiudere, di rifugiarmi nella mia "depressione" per poi colpevolizzarmi da sola, di non essere abbastanza, di non valere nulla. Ma la cara Paola Fabbri ha deciso di intraprendere questa raccolta fondi a favore mio e del mio bar, che tanto mi sono sudata, che mi ha fatto lottare così tanto. E così, abbassando il velo della vergogna iniziale, mi sono resa conto che allora valgo, perché in un momento così duro per tutti c'è gente che con gran cuore mi sostiene. E non parlo di un sostegno solo economico, ma anche morale e psicologico. A tutti voi dico grazie perchè, oltre che a salvare la mia attività, state salvando me. Mi state salvando dallo sconforto, dalla depressione, ma soprattutto mi state ricaricando, per partire più forti di prima. Grazie a tutti, di cuore".

La disperazione della 31enne guarita dal cancro: "Aprire un bar era il mio sogno, ora è diventato un incubo"

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