Gestione rifiuti, il nuovo bando di Hera non piace alla Cgil

"Poche garanzie per i lavoratori. Non vorremmo che così si rischiasse nuovamente il caos dei mesi scorsi" dichiara il segretario Costantino Ricci.

La Cgil di Ravenna manifesta più di una perplessità sul nuovo bando di gara predisposto e pubblicato dal Gruppo Hera per l’affidamento della raccolta rifiuti, spazzamento, pulizia arenile, gestione isole ecologiche della provincia di Ravenna.
Secondo il sindacato “il documento presenta indicazioni che non mettono assolutamente al riparo i lavoratori da spiacevoli sorprese, dopo il caos e la situazione difficile che si è venuta a creare nei mesi precedenti”.
Il nuovo bando non fornirebbe garanzie sufficienti ai lavoratori per la continuità del loro impiego. “Non vorremmo trovarci nuovamente a fare fronte a un'emergenza occupazionale - Costantino Ricci, segretario provinciale della Cgil di Ravenna -. Le clausole di riassunzione menzionate nel bando risultano troppo generiche e non vincolanti per l'azienda che andrà ad aggiudicarsi il servizio.
L'aumento del peso della valutazione tecnica nel bando è un passo nella giusta direzione e ci auguriamo, ma non è detto, che sia sufficiente a mettere al riparo da scelte che privilegiano il massimo ribasso. Tanto più che il Gruppo Hera, rispetto al bando precedente, ha in autonomia ridotto sensibilmente l'importo a base di gara.
Nessun cittadino, penso, si sia dimenticato cosa è accaduta nella nostra provincia in aprile e maggio scorso. Non vorremmo ritrovarci in una situazione analoga. Per questo chiediamo alle amministrazioni comunali, che hanno affidato la gestione dei rifiuti alla multiutility, di esercitare il loro compito di indirizzo e controllo sull’operato di Hera e dei vari appaltatori. Avremmo auspicato che sulla realizzazione del nuovo bando di gara si  fosse avviato un confronto, mirato a non ripercorrere gli errori del passato. Alle amministrazioni comunali chiediamo attenzione in merito allo sviluppo di questa gara. Rispetto a quanto avvenuto nei mesi scorsi riteniamo che non sia accettabile che in un appalto di un'azienda, che opera in concessione degli enti locali, vi siano lavoratori a cui non sono garantite leggi e contratti e che le importanti risorse economiche pagate dai cittadini non trovino un servizio adeguato, oppure in parte servano a pagare gli oneri di intermediazione tra appalti e subappalti. Ora è necessario che i soggetti coinvolti, Hera e Comuni, si assumano le loro responsabilità affinché in questo servizio non si ripetano i problemi del passato. Come Cgil, lo faremo attivando, se sarà necessario, l'autorità giudiziaria nel caso ravvisassimo il mancato rispetto della legislazione vigente, anche sull'intermediazione della manodopera e sul rispetto dei contratti di lavoro”.
 

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