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"Accusato di antisemitismo dalla destra americana e 'cacciato' dalla Cnn": il racconto del fumettista ravennate

Il fumettista ravennate Gianluca Costantini, dopo una lunga collaborazione con la Cnn, ha perso il lavoro. E, secondo quanto racconta nel suo blog, ciò a causa di accuse di antisemitismo dalla destra americana

Il fumettista ravennate Gianluca Costantini, dopo una lunga collaborazione con l'emittente televisiva statunitense Cnn, ha perso il lavoro. E, secondo quanto racconta nel suo blog, ciò a causa di accuse di antisemitismo dalla destra americana. Il fatto è avvenuto a ottobre 2018, ma la vicenda è emersa solo ora in quanto l'illustratore, come spiega lui stesso, ha trovato il coraggio di raccontarla dopo che il collega Patrick Chappate ha commentato la decisione presa dal New York Times di non pubblicare più vignette a sfondo politico, decisione assunta dopo che una vignetta pubblicata dal quotidiano newyorkese è stata additatta come antisemita.

La vignetta mostrava il primo ministro Benjamin Netanyahu rappresentato come un cane guida con la stella di David, tenuto al guinzaglio dal presidente Donald Trump in versione non vedente con la kippah in testa. Dopo le proteste dell’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, l’editore del New York Times ha scritto: "Abbiamo deciso di cambiare alcune procedure, perché episodi del genere non si ripetano". Inoltre è stata avviata una procedura disciplinare contro il responsabile dell’edizione che aveva scelto la vignetta. Chappatte ha commentato in risposta che "I giornali sono disarmati di fronte alle tempeste sulle reti sociali, bufere che almeno in parte sono organizzate, bisogna invece essere coraggiosi e ricordarsi che indietreggiare dà ragione a chi ci attacca".  

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"Le parole di Chappatte mi hanno dato la forza di raccontare anche quello che mi è successo con la Cnn - spiega Costantini - L’8 ottobre 2018 un profilo Twitter, “Partisangirl”, ha ritwittato un mio disegno del 2016 in cui ritraevo un terrorista dell’Isis che si toglieva la maschera del Primo Ministro Israeliano Benjamin Netanyahu con l’hashtag #JSIL. Ammetto che il disegno era forte e provocatorio, ma si andava a inserire in una situazione geopolitica del 2016 molto complessa e faceva parte di un racconto di disegni più ampio legato a quanto stava succedendo in quel momento a Gaza e in generale nel complesso quadro medio-orientale. Estrapolato e pubblicato in questa maniera strumentale poteva essere letto in maniera totalmente diversa".

Ma chi è Partisangirl? "Maram Susli, nota anche come Mimi al-Laha, PartisanGirl, Syrian Girl e Syrian Sister, è una commentatrice australiana/siriana che pubblica video su YouTube sulla guerra civile siriana e di guerre in cui sono coinvolti gli Stati Uniti in Medio Oriente, video sulle teorie del complotto e sul Gamergate (una controversa campagna di molestie organizzata soprattutto tramite l'uso dell’omonimo hashtag per Twitter) - continua il 48enne ravennate - Susli è una sostenitrice della teoria della cospirazione e una creatrice di notizie fasulle. Naturalmente ParisanGirl è pro Governo Assad in Siria. Dopo il suo retweet ho cancellato il post perché sentivo puzza di bruciato e soprattutto di strumentalizzazione. Ma poche ore dopo il tweet di PartisanGirl è stato ritwittato e commentato da Arthur Schwartz (sostenitore di Donald Trump, amico del figlio Donald Jr), e dal suo testo si capiva dove tutto ciò doveva andare a parare. E’ facile capire che i due profili sono collegati. L’operazione doveva andare a colpire Cnn e accusarla di antisemitismo oppure di lavorare con antisemiti".

Dopo il tweet di Schwartz che coinvolgeva direttamente Matt Dormic della Cnn Comunications, la reazione del giornalista della Cnn è stata: “Non posso dirti perché ha cancellato il suo tweet ma Gianluca Costantini non è un nostro dipendente". "Non ero un loro dipendente, ma ero un loro collaboratore - puntualizza Costantini - L’editor di Cnn Sport con cui lavoravo mi disse che fino a che non avesse parlato di persona con il suo capo non avrei potuto più lavorare con loro. Il 9 novembre mi scrisse: "Non potremo usare di nuovo i tuoi disegni. C'è molta preoccupazione per la reputazione della Cnn. Mi dispiace, perché è stato fantastico lavorare con te. Cordiali saluti”.

Il fumettista ha deciso di rispondere alla Cnn: "Sono davvero dispiaciuto per quello che è successo e in particolare per averti esposto in questo guaio. Mi dispiace ma sono anche un po’ arrabbiato per la decisione di Cnn, perché la trovo davvero ingiusta. Non sono mai stato attaccato da nessuna organizzazione ebraica per il mio lavoro, ho molto spesso lavorato per i diritti della comunità ebraica, del passato e del presente. E trovo che sia ingiusto abbandonarmi, anche se sono un libero professionista, solo perché una singola persona, la cui identità non è chiara, ha attaccato un disegno fatto tre anni fa, che fuori dal contesto storico potrebbe essere frainteso. Forse è stato un errore inserire nel mio profilo che lavoro per lo sport Cnn, ma in Italia lo facciamo in questo modo, non significa che sei un dipendente fisso". Non mi sento in colpa per i miei disegni perché sono convinto che in loro non esiste razzismo, antisemitismo o pregiudizio, ma solo critiche contro un governo - conclude Costantini - Tuttavia è un fatto che è facile colpire con questa accusa infangante collaboratori freelance, o anche giornalisti dipendenti, perché si fa leva sulla sottile ipocrisia della reputazione: che sia vera o meno un'accusa non conta, conta quello che “si dice sulla rete”".

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