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Sabato, 26 Novembre 2022
Cronaca

Giornata mondiale della prematurità: in regione l'85% delle nascite avviene nei Centri Hub

Le Aziende sanitarie, ospedaliere ed Irccs dell’Emilia-Romagna promuovono sul territorio da domani e nei prossimi giorni numerose iniziative, tra cui dibattiti, conferenze, momenti di incontro, animazioni, attività specifiche per le famiglie e per i bambini

In Emilia-Romagna calano i parti prematuri, aumenta la prevenzione nelle donne, si rafforza la rete dei Centri Hub in grado di offrire cure neonatali intensive. Da Piacenza a Rimini, giovedì 17 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Prematurità - World Prematurity day, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza e sensibilizzare i cittadini sulla nascita pretermine. Le Aziende sanitarie, ospedaliere ed Irccs dell’Emilia-Romagna promuovono sul territorio da domani e nei prossimi giorni numerose iniziative, tra cui dibattiti, conferenze, momenti di incontro, animazioni, attività specifiche per le famiglie e per i bambini.

“Nella nostra regione - sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini - le nascite pretermine possono contare su un modello organizzativo, come quello degli Hub&Spoke, in grado di assicurare un’assistenza di alto livello alle mamme e ai bambini.  Anche grazie a questo sistema virtuoso i parti prematuri sono stati ridotti e le cure neonatali infantili rafforzare, come dimostrano i dati. Proseguiamo lungo questa strada per rafforzare ulteriormente un modello di sanità pubblica che mette al centro e prende in carico le donne sin dal concepimento”. 

Le nascite pretermine in Emilia-Romagna

Nel 2021, in Emilia-Romagna i nati pretermine (prima di 37 settimane di gestazione) sono stati 1.964, il 6,5% di tutti i nati vivi.  Nello specifico, nel 4,9% dei casi la nascita è avvenuta tra la trentaquattresima e la trentaseiesima settimana (late preterm); i nati prima di 34 settimane sono l’1,6% di tutti i nati. La nascita pretermine in Emilia-Romagna è in graduale riduzione negli ultimi dieci anni e a contribuire principalmente a questa riduzione sono i late preterm.

Nasce in Centri Hub, in grado di offrire cure neonatali intensive, quasi l’85% dei neonati pretermine; questa frequenza aumenta – fino a oltre il 90% - se si considerano i nati prima di 34 settimane: un indicatore di buon funzionamento del modello organizzativo Hub & Spoke adottato dalla Regione Emilia-Romagna. Il 92,2% delle donne in gravidanza effettua la prima visita entro la dodicesima settimana, percentuale costantemente in crescita negli ultimi cinque anni (erano 89,1% nel 2017). Una presa in carico appropriata (prima di 12 settimane di gestazione) consente di fornire informazioni, di aderire all’offerta di interventi di prevenzione e di identificare e trattare tempestivamente le condizioni devianti dalla fisiologia.

Le banche del latte in Emilia-Romagna

In Emilia-Romagna sono quattro le banche del latte, che raccolgono il latte da madri donatrici: Reggio Emilia, Modena, Bologna e Cesena. Quest’ultima è stata la prima ad essere inaugurata, nel 1962, mentre quella di Bologna ha festeggiato recentemente i 10 anni di attività.

Per i neonati prematuri, soprattutto quelli molto piccoli, con peso alla nascita inferiore a 1.500 grammi, essere alimentati con latte della propria madre o con latte umano donato riduce il rischio di malattie gravi (infezioni gravi e sepsi, NEC-enterocolite necrotizzante e displasia broncopolmonare) rispetto al ricevere ‘formula’, l’alimento noto commercialmente come latte artificiale.

Gli studi rilevano che per ogni 8 neonati prematuri alimentati esclusivamente con latte umano (niente formula) si evita un caso di NEC grave, ovvero c’è un neonato in meno che deve essere sottoposto a intervento chirurgico o che muore per questa complicanza.

L'iniziativa a Ravenna

La giornata della prematurità anche quest’anno all’interno della Terapia intensiva neonatale di Ravenna è particolarmente sentita da tutti gli operatori e in occasione di questa celebrazione, oltre al forte riconoscimento e ringraziamento verso le associazioni e i volontari che ruotano attorno al mondo dei piccoli neonati prematuri, nel primo pomeriggio di giovedì 17 novembre dalle 14.30 alle 16.30 il reparto sarà aperto ai genitori e ai nonni dei bimbi ricoverati che incontreranno il personale e le associazioni.

In questi ultimi anni la pandemia ha in parte limitato la possibilità di mantenere la costanza e l’implementazione delle attività promotrici della “Family Centered Care”. In virtù di questa giornata e nella speranza di un ritorno alla normalità (che si stà già verificando), il personale della Tin ha già avviato un progetto di miglioramento per potersi incentrare sempre più su un’assistenza personalizzata nei confronti del neonato e della sua famiglia. La National Association of Neonatal Nurse (NANN) statunitense nel documento “the future of neonatal advanced registered nurse practice” porta in evidenza che l’assistenza al neonato critico è basata su competenze multidimensionali, che devono associare la ricerca, l’educazione, la pratica e il management.

L’equipe multi professionale della Neonatologia e Tin di Ravenna è composta da infermieri, medici, oss, fisioterapisti, logopedisti, psicologhe, assistenti sociali e consulenti a vario titolo, che si adoperano per fornire un’assistenza sempre più attenta e vicina alle esigenze dei neonati e delle loro famiglie, riconoscendo la centralità della famiglia nella vita del piccolo, promuovere la normalità del funzionamento familiare e rispondere alle sue esigenze, fornire informazioni il più chiare, precise, facilitando l’accesso alla famiglia nell’ unità operativa. La Tin di Ravenna è un secondo livello, le cure neonatali sono altamente specializzate, l’assistenza Infermieristica si fonda sul concetto di to cure (curare) e to care (prendersi cura). Dal concetto di care, nasce e si sviluppa la “Care neonatale”, definita come l’insieme di cure e premure rivolte al neonato pretermine e non, messe in atto dal personale infermieristico per rendere meno traumatico il passaggio dall’ ambiente intrauterino a quello ospedaliero.

Tutto questo è possibile attraverso l’attenzione che viene posta nei confronti dell’ambiente in cui il nascituro si trova, dalla postura al controllo del dolore e all’integrazione della famiglia nel processo di cura. Questo anno è stato possibile ridipingere parte degli ambienti della Tin con un murales artistico molto bello che favorisce l’accoglienza. I vestitini dell’Associazione Cuore di Maglia sono sempre più utilizzati e fanno parte del processo della care qualificata del neonato. Si mantiene la presa in carico multi professionale dopo la dimissione per tutti ed in particolare per i neonati e le famiglie che ne hanno maggiore bisogno.

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