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Giorno del Ricordo, a Marina si celebrano i Martiri delle Foibe

Il Giorno del ricordo è stato istituito nel 2004 per conservare la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani nella complessa vicenda del confine orientale

Si sono svolte mercoledì mattina a Marina di Ravenna le celebrazioni del “Giorno del ricordo”, istituito nel 2004 per conservare la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani nella complessa vicenda del confine orientale. L’omaggio, in piazzale Marinai d’Italia 19, alla lapide in ricordo di quei profughi, accolti nella località negli anni Cinquanta e Sessanta, a seguito dell’emigrazione forzata dalle terre d’origine, ha registrato gli interventi del vicesindaco Eugenio Fusignani, della vice presidente dell’ufficio decentrato del Mare Silvana Piolanti, che ha sottolineato lo spirito di accoglienza della comunità di Marina; di Ettore Berni e Mario Dugan, in rappresentanza delle famiglie dei profughi e della comunità giuliano dalmata, che hanno portato la loro esperienza diretta; e di una studentessa della terza media dell’Istituto Mameli che si è soffermata sul parallelismo del dramma dell’esilio con il Sommo Poeta Dante Alighieri.

“L’istituzione del Giorno del ricordo – ha sottolineato Eugenio Fusignani – è un atto di giustizia nei confronti delle popolazioni italiane che subirono la doppia persecuzione della barbarie nazifascista e del regime comunista, uccise e strappate ai loro affetti, costrette a fuggire dalle proprie case e dalla propria terra. Oggi siamo qui per ricordare quello che è successo e non solo per perpetuare la liturgia laica della memoria, ma per trarre una lezione dalla storia e fare in modo che ciò che accadde non accada mai più. In questo senso Marina di Ravenna, una comunità coesa e perciò in grado di condividere le sofferenze, costituisce un grande esempio di moralità e di accoglienza”.

Presenti anche la presidente del Consiglio comunale Livia Molducci e i consiglieri comunali Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, e Daniele Perini, capogruppo di Ama Ravenna.   In ottemperanza ai provvedimenti restrittivi legati all’emergenza sanitaria per la diffusione della sindrome da Covid-19, la cerimonia si è tenuta in forma statica, rispettando la distanza interpersonale tra le persone ed evitando ogni forma di assembramento.

"Correggere la targa"

In occasione del Giorno del Ricordo, il consigliere Ancarani ha presentato un ordine del giorno per modificare la targa collocata un anno fa presso la sede del consiglio territoriale del mare. "La verità storica non è correttamente rappresentata, in quanto coloro che arrivarono non possono essere definiti “profughi” ma piuttosto “esuli”, in quanto profugo deve essere considerata quella persona che è stata costretta, per salvare se stessa o i propri cari o i suoi beni, ad abbandonare la terra natia e a rifugiarsi in un altro Paese dove ha trovato ospitalità; esule è considerato colui che, a seguito del Trattato di Pace, del Memorandum di Londra del 1953 e del Trattato di Osimo del 1977 ha scelto di andarsene per i più svariati motivi, il principale dei quali è però il mancato consenso alla nuova impostazione politica e ideologica che il regime titino aveva imposto nei territori occupati con lo scopo di costringere la popolazione a trasferirsi altrove realizzando la “snazionalizzazione” di quelle terre - precisa il consigliere - Non fu “la politica ostile”, bensì il regime comunista titino a provocare la morte e il conseguente esilio di molti istriani e dalmati. Chiedo quindi di modificare la targa sostituendo la parola “profughi” con la parola “esuli” e sostituendo le parole “politica ostile” con le parole “comunismo titino”".

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