Cronaca

Giorno del Ricordo, municipio e torre civica di Massa Lombarda si illuminano con il Tricolore

"Importante celebrare questo giorno per conservare adeguatamente la memoria delle vittime delle foibe", affermano sindaco e capigruppo di Massa Lombarda

I capigruppo Roberto Marconi, Maria Elena Morra e Antonella Brini, insieme al sindaco di Massa Lombarda Daniele Bassi, continuano e rafforzano il comune impegno nel contrasto democratico a ogni forma di totalitarismo e a sostegno di una memoria condivisa che trasmetta verità oggettive ai cittadini massesi, a partire dai più giovani. Così in occasione del Giorno del Ricordo, il 10 febbraio la facciata del Municipio di Massa Lombarda sarà illuminata con i colori del Tricolore, così come la torre civica dell’orologio in piazza Matteotti. 

“La legge numero 92 del 30 marzo 2004 – spiegano il sindaco e i capigruppo - riconosce nel 10 febbraio il ‘Giorno del Ricordo’ e noi riteniamo che sia importante celebrarlo per conservare adeguatamente la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, giuliani, dalmati, autentica tragedia nazionale e testimonianza della inaccettabile violazione dei diritti umani e dei valori di libertà, ad opera della brutale repressione delle truppe del maresciallo Tito durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. La conoscenza storica della tragedia e del martirio di migliaia di nostri connazionali dev’essere diffusa tra i giovani, nelle scuole, in ogni luogo, così come riteniamo dovere delle istituzioni collocare gli eventi in un contesto corretto, senza alcun cono d’ombra.

Quanto avvenuto al confine nord orientale del nostro Paese, segnato da conflitti e tensioni, dove si intrecciarono occupazione tedesca e totalitarismo comunista guidato dal maresciallo Josip Broz, più conosciuto con il soprannome di Tito, ha generato la brutale repressione voluta da quest’ultimo, costata la vita a persone inermi e innocenti. Le foibe e l’esodo delle popolazioni italiane - concludono sindaco e capigruppo di Massa Lombarda - rappresentano una pagina drammatica, dolorosa e tragica di una parte importante del tormentato Novecento, che va conosciuta senza filtri, con consapevolezza e rigore storiografico. Le vittime delle foibe non hanno colore politico, come noi non abbiamo paura della Storia. Continueremo il nostro impegno condiviso e consapevole affinché mai più accadano fatti simili e siano generate scelte in conflitto con la civile e democratica convivenza, nel rispetto dei diritti, delle opinioni e dell’impegno di ognuno”. 

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