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Venerdì, 19 Aprile 2024
Cronaca

Gli ambientalisti presentano un (nuovo) esposto contro il rigassificatore

Un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere che le autorità preposte si attivino al fine di verificare se vi siano elementi di illegittimità nello stato di realizzazione del progetto del rigassificatore e se non si ravvisino ipotesi di reato

Un gruppo di cittadini vicini alle attività della Campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile”, con l’assistenza legale dell’avvocato Andrea Maestri, ha inoltrato un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere che le autorità preposte si attivino al fine di verificare se vi siano elementi di illegittimità nello stato di realizzazione del progetto del rigassificatore e se non si ravvisino ipotesi di reato.

"Mentre i segni del cambiamento climatico in atto procedono senza sosta nel confermare le più allarmate previsioni della scienza, e mentre nel panorama internazionale la feroce contesa per risorse energetiche fossili si traduce in sempre più preoccupanti venti di guerra, che ci stanno portando a grandi passi verso la deflagrazione totale, il nostro Paese - incurante dell’evolvere vertiginoso della scena ambientale, sociale e politica - marcia sulla strada sbagliata del forsennato incremento dell’ all’uso delle fonti fossili - spiegano i firmatari dell'esposto - Ravenna, in questo quadro, più ancora di altri territori, viene ridotta al rango di “zona di sacrificio”, dovendo ospitare, di qui a poco, sia il mostro marino chiamato rigassificatore BWSingapore, sia un ampio tratto del mostro terrestre chiamato gasdotto della linea Adriatica, con l’acquiescenza, anzi, la complicità attiva dei poteri pubblici regionali e locali e di quasi tutto il ceto politico".

"L’esposto, che per altro richiama le osservazioni già esternate il 24 agosto 2022 nell’ambito del procedimento amministrativo commissariale, ripercorre la “storia” del progetto ricordando doverosamente le norme di legge che – a partire dalla Costituzione della Repubblica – sono state probabilmente interpretate in maniera arbitraria, calando le osservazioni nello specifico della realtà del territorio ravennate e dei rischi già esistenti - continuano - Viene inoltre analizzato il contesto economico delle imprese private a vario titolo coinvolte nella realizzazione dell’opera, e viene portata l’attenzione su due macroscopiche aree di possibile rilevanza penale, cioè la procedura di collaudo non a norma e lo spostamento delle infrastrutture a terra senza nulla osta ministeriale. Elementi che hanno portato anche ad un’interrogazione regionale, nella quale si sottolineava la contraddizione fra le disposizioni emanate in diversi momenti per la realizzazione dell’opera".

"Non sappiamo ovviamente se la Procura riterrà opportuno prestare attenzione a questa denuncia - concludono i cittadini - Ma nell’interesse generale della popolazione ravennate e del diritto delle future generazioni a vivere in un ambiente sano, liberandosi dalla vera e propria dittatura esercitata dal profitto dei colossi dell’estrattivismo, abbiamo deciso di prendere parola e non lasciare nulla di intentato. La campagna “Per il Clima – Fuori dal Fossile” dal canto suo continua la propria mobilitazione e le proprie iniziative, in collegamento con tutte le realtà, nazionali e internazionali, che incarnano con più chiarezza le preoccupazioni per il futuro, e che con più decisione propongono le alternative".

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