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Cronaca

Gli studenti occupano l'Università: "L'Ateneo prenda una posizione per chiedere il cessate il fuoco in Palestina"

Università occupata per sostenere la causa palestinese. Succede in questi giorni in diverse parti d'Italia e anche al campus di Ravenna

Università occupata per sostenere la causa palestinese. Succede in questi giorni in diverse parti d'Italia e anche al campus di Ravenna, dove giovedì alcuni collettivi studenteschi - Students4Palestine Ravenna, End Fossil, Tochi Bellezza, Too Cool to Ra, Prometeo Ravenna, Collettivo Mangrovie e Cambiare Rotta - hanno deciso di occupare la sede della facoltà di Ingegneria in via Tombesi dall'Ova. Un'azione che nasce, spiegano gli studenti, "in seguito alla delibera del senato accademico del 21 maggio e all’incontro pubblico con la governance del Campus di Ravenna, che ha sottoscritto la direzione dell’Ateneo. A Bologna, l’Ateneo ha approvato soltanto parzialmente i punti della mozione presentata dagli studenti, mantenendo una posizione vaga e soprattutto non prendendo in considerazione i punti più fondamentali, come la revisione degli accordi con la NATO, la Marina Militare e Leonardo Spa. Gli ulteriori punti sono stati accorpati nell’impegno di rafforzare il regolamento dell’Ateneo riguardo gli eventuali rischi del dual use. Anche nel campus di Ravenna ci stiamo mobilitando per fare pressione alla governance centrale di Ateneo, per recidere ogni accordo con lo Stato di Israele e l'industria della guerra".

Gli studenti occupano l'Università per chiedere il cessate il fuoco in Palestina

"A maggior ragione, dopo le risposte insufficienti dell'ultimo senato accademico, abbiamo ritenuto necessario rispondere con la mobilitazione - aggiungono - A Ravenna il Presidente di Campus ha portato avanti la stessa politica, affermando di non potersi discostare dalla posizione dell’Ateneo e suggerendo di presentare in consiglio una mozione a riguardo. Da un paio di mesi ci stiamo mobilitando anche nelle sedi universitarie del Campus ravennate per portare avanti le richieste dei colleghi di Bologna e ribadire le nostre: una presa di posizione dell’università rispetto ad un cessate il fuoco immediato e contro il genocidio che sta subendo il popolo palestinese; la cessazione di ogni accordo con entità Israeliane, con le industrie della guerra e con quelle inquinanti. Abbiamo deciso di occupare la facoltà di Ingegneria in quanto presenta numerosi accordi specialmente con determinate aziende".

"Dalla mobilitazione di questi giorni vogliamo costruire la partecipazione di Ravenna alla manifestazione nazionale del primo giugno, consapevoli che bisogna attaccare alla radice la chiusura al dialogo e la repressione che nelle nostre università stiamo vedendo: questo non può che partire da un attacco alla Crui (Conferenza dei rettori delle università italiane, ndr) e al nostro governo, insieme alla complicità che il nostro paese ha con Israele a tutti i livelli. Per questo sentiamo l'esigenza di costruire anche una rete nazionale di confronto e di prospettiva sulle mobilitazioni a partire dall'assemblea nazionale del 2-3 giugno".

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