Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Gloria al Sommo Poeta: Ravenna omaggia Dante con una speciale corona d'alloro

L'alloro era il massimo onore per un poeta, ma Dante non ricevette mai il riconoscimento in vita. L'opera è stata ideata dall’architetto e designer Luisa Bocchietto

Un nuovo omaggio a Dante nel centro di Ravenna. Da lunedì è presente nei giardini del palazzo della Provincia (in piazza San Francesco) l’installazione "Un Alloro per Dante – Omaggio collettivo a Ravenna", opera ideata dall’architetto e designer Luisa Bocchietto.

L’alloro, nella mitologia greco-romana era considerato sacro e simboleggiava la sapienza e la gloria: una corona di alloro cingeva la fronte dei vincitori nei Giochi pitici, più in generale nelle competizioni atletiche e anche nei campi di battaglia; rappresentava inoltre il massimo onore per un poeta. Il lauro era sacro ad Apollo, dio del Sole, della musica, della poesia, della profezia e delle arti mediche, che ne portava sempre una foglia tra i capelli, in ricordo della sua ninfa Dafne, trasformata in alloro. In latino la corona d’alloro era detta laurus o laur?a, termine che indicava anche la pianta di lauro con cui veniva fatta e, per estensione, la vittoria. Per questo motivo era anche chiamata corona trionfale. La parola italiana laureato designa, appunto, colui che ha concluso “vittoriosamente” un percorso di studi. L'alloro poetico è la maggiore onorificenza in ambito poetico e letterario nata durante il Medioevo. Nel Regno Unito la carica di poeta laureato, ovvero di poeta ufficiale del sovrano, esiste sin dai tempi di Carlo II; e sopravvive ancora in molti stati, come il Canada, gli Stati Uniti e il Regno Unito. A Dante in vita non è stato mai stato accreditato l’ambito riconoscimento poetico; oggi la città di Ravenna lo omaggia con un’istallazione dedicata.

La designer Luisa Bocchietto ha dichiarato che: “L’opera intende comporre un’ideale corona di alloro, riconoscimento atteso dal Poeta durante tutta la vita, per farne dono ideale a Dante Alighieri in occasione del Settecentenario di quest’anno. L’installazione prevede una grande corona di rame in cui sono presenti 1423 fessure (il numero è in riferimento simbolico agli endecasillabi della Divina Commedia) destinate ad accogliere altrettante foglie di rame, da posizionarsi a cura dei partecipanti all’evento collettivo. Al centro della corona una lastra incisa riporta la riproduzione reale della volta celeste. L’opera intende riunire fisicamente i due simboli, l’alloro e le stelle, che fanno riferimento ai desiderata di Dante: l’ambizione terrena di vedere riconosciuta la sua attività letteraria, rappresentata dalla corona di alloro e la tensione di innalzamento ultraterreno verso un mondo superiore, attraverso la fede e l’amore, simboleggiata dal cammino verso le stelle.”

L’opera è posizionata con la corona spoglia e predisposta ad accogliere le foglie, realizzate con un processo produttivo sostenibile, a partire dall’inaugurazione avvenuta oggi alle 12 e fino alla fine dell’anno. Un portachiavi in pelle rigenerata, prodotto a mano da artigiani italiani e progettato dalla stessa designer, racchiude all’interno la foglia di rame amovibile ed è acquistabile dal 12 luglio presso i book-shop del Museo Dante, del Museo Tamo Mosaico, della Domus dei Tappeti di Pietra, del Museo Nazionale di Ravenna, del Mausoleo di Teodorico. Al momento della posa il partecipante verrà inserito nel registro dei donatori - contributori, fino al raggiungimento del numero previsto di 1423 foglie da posizionarsi per la conclusione dell’opera.

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