Grande Guerra, Ravenna rende "onore e rispetto per i 4080 soldati ravennati caduti

Infine ha sottolineato come il volume contenga un saggio scritto da Enrico Baldini e Andrea Poggiali che hanno censito e studiato 20 lapidi significative che a Ravenna costituiscono un patrimonio di memorie marmoree da restaurare

Si è svolta mercoledì mattina nel salone degli Stemmi della Prefettura la presentazione del volume “Militari Ravennati caduti nella Guerra Nazionale” (Longo editore) alla presenza del Prefetto Francesco Russo, del Vicesindaco Giannantonio Mingozzi, dei curatori del volume e dell’editore.Presenti anche autorità civili e militari e una rappresentanza degli studenti del liceo scientifico e del liceo classico. L'evento si è svolto in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale: grazie alla Prefettura di Ravenna sono state avviate le ricerche storiche presso il Ministero della Difesa – Commissariato generale onoranze caduti in guerra- che si sono estese a tutti i  casi di militi dispersi, i cui risultati sono stati raccolti nel volume, che contiene i dati dei 4080 soldati residenti nella provincia di Ravenna caduti nel corso della Grande Guerra.

La Prefettura di Ravenna ha voluto così contribuire, nell’ambito delle celebrazioni del centenario della Prima guerra mondiale, ad arricchire il patrimonio delle testimonianze del primo conflitto mondiale con la realizzazione di una ricerca di documenti attestanti le vicende militari di tanti giovani ravennati chiamati alle armi. "Siamo partiti dalla ricerca di notizie sulle vicende dei fratelli Cassani, Giacomo e Giuseppe, deceduti nel 1918 ad un anno di distanza l'uno dall'altro, come ci aveva chiesto il presidente della associazione famiglie caduti e dispersi in guerra, ha sottolineato il prefetto Francesco Russo, e noi abbiamo il dovere di continuare a ricordarli attraverso una rinnovata conoscenza dei fatti, attraverso gli scritti di storici e saggisti, attraverso il desiderio di non dover più combattere una guerra per difendere libertà e diritti contro ogni forma di fanatismo e oppressione".

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Il vicesindaco Giannantonio Mingozzi ha sottolineato come "il tributo dei soldati ravennati, molti dei quali furono impegnati nelle battaglie per la presa di Gorizia, fu encomiabile: è stato descritto nel diario di guerra di Aldo Spallicci e molti ricordano l'impegno di medici ravennati come Ortali e Nigrisoli e patrioti periti in guerra come la medaglia d'oro Decio Raggi. Mingozzi ha ricordato poi figure come Nazario Sauro e gli irredentisti del Friuli Venezia Giulia che hanno voluto associare  la memoria patriottica con la storia e l'opera di Dante Alighieri". Infine ha sottolineato come il volume contenga un saggio scritto  da Enrico Baldini e Andrea Poggiali che hanno censito e studiato 20 lapidi significative che a Ravenna costituiscono un patrimonio di memorie marmoree da restaurare; lanceremo una raccolta fondi a cui tutti possono aderire affinchè sia possibile nei prossimi due anni mettere in sicurezza queste testimonianze e offrirle alle nuove generazioni come tributo artistico e civico".

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