'Mare Sicuro', oltre 100 soccorsi e 15mila controlli della Guardia costiera durante l'estate

La stagione estiva rappresenta uno dei momenti caratterizzati dal massimo impegno in termini di uomini e mezzi da parte del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera

Foto Massimo Argnani

La stagione estiva rappresenta uno dei momenti caratterizzati dal massimo impegno in termini di uomini e mezzi da parte del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera. I comportamenti "pericolosi" posti in essere con l’inosservanza di norme di sicurezza e imprudenza da parte di bagnanti e diportisti provocano un’elevata concentrazione di interventi, soprattutto all’interno dei 500 metri dalla costa.

Allo scopo di scoraggiare queste imprudenze e intervenire tempestivamente nelle emergenze, anche per la passata stagione estiva il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto dal 1 giugno al 15 settembre ha disposto l’attivazione su tutto il territorio nazionale dell’operazione "Mare Sicuro 2019", il cui scopo è la salvaguardia della vita umana in mare con particolare attenzione alla fascia dei 300 metri dalla battigia (destinata alla balneazione), attraverso l’intensificazione della vigilanza in mare e sul litorale, ai fini della prevenzione e repressione di condotte potenzialmente pericolose. Lo scopo, in sostanza è soprattutto quello di mostrarsi vicino al cittadino, di informare e prevenire ma anche assicurare pronto intervento in caso di pericolo.

Si è trattato di uno dei momenti di maggior impegno esterno sul territorio che ha visto impegnati circa 200 tra uomini e donne della Guardia Costiera, svariati mezzi navali affiancati a terra da autopattuglie; in particolare è stato intensificato l’utilizzo quotidiano dei gommoni veloci (speciali battelli pneumatici appositamente attrezzati e motorizzati) in grado di operare agilmente e più velocemente sotto costa e lungo gli arenili. Gli uomini della Guardia Costiera di Ravenna e di Rimini e dei rispettivi Uffici Marittimi dipendenti hanno vigilato e quando necessario perseguito gli illeciti che hanno messo in pericolo la vita di bagnanti e diportisti o arrecato danni all’ambiente marino. La Direzione Marittima di Ravenna ha diretto una impegnativa attività di vigilanza lungo i 90 chilometri di propria competenza della costa Emiliano-Romagnola (da Cattolica a Goro) coordinando il Servizio di tutte le Capitanerie di Porto della Regione (Rimini – Riccione – Cattolica – Bellaria - Cesenatico – Cervia – Porto Garibaldi e Goro). 

"Quest'estate è stata caratterizzata da un clima favorevole - spiega il Comandante della Direzione marittima di Ravenna Pietro Ruberto - Questo ha sicuramente contribuito ai numeri positivi che presentiamo oggi. Nel complesso si è potuto riscontrare, anche per il corrente anno, una capillare ed efficiente presenza sul territorio che ha consentito il raggiungimento di soddisfacenti risultati, in linea con quelli degli anni precedenti. Nella stagione balneare appena conclusa si è registrato un sostanziale incremento delle presenze di turisti e vacanzieri nelle località rivierasche del litorale romagnolo e ferrarese rispetto agli anni precedenti, circostanza dovuta al favorevole andamento climatico dei trascorsi mesi estivi; di conseguenza è risultata notevolmente accresciuta anche la presenza in mare di bagnanti e di unità da diporto, con afflusso particolarmente concentrato nei weekend".

Soccorsi

Nonostante l’aumento del traffico diportistico e conseguente incremento delle potenziali situazioni di pericolo, il numero di unità soccorse è sostanzialmente in linea (31) rispetto all’anno passato, per la maggior parte interventi per avarie al motore (20), piuttosto che difficoltà dovute alle cattive condizioni meteo marine (7). Il numero totale di persone soccorse (109) è leggermente aumentato rispetto a quello registrato negli anni passati: si è trattato per lo più di diportisti, indicatore anche questo del maggior traffico diportistico. Per quanto riguarda il numero di persone decedute (22, tutte in spiaggia), il dato è leggermente inferiore rispetto a quello degli anni precedenti, in ragione della maggiore rispondenza alle raccomandazioni registrata e del relativo maggior numero di interventi; tuttavia si è potuto osservare che la maggior parte dei decessi è avvenuta durante le ore più calde del giorno e, pertanto, giova raccomandare a tutti di non esporsi al sole né tantomeno fare il bagno in quelle ore, specie se si è pranzato o si hanno problemi cardiocircolatori. Si è trattato per lo più di accidenti/malori occorsi a bagnanti, ma non connessi a improprio utilizzo delle risorse turistico-ricreative nè a eventi di natura dolosa/colposa".

Controlli

I controlli totali alle imbarcazioni sono stati 15647 (l'anno scorso 14446): 1750 riguardano la pesca, 2480 le imbarcazioni da diporto senza "Bollino blu" (che viene assegnato alle imbarcazioni che volontariamente si sono sottoposte a una verifica, nella stagione 220 in provincia) e 444 senza Bollino blu, 390 sul traffico mercantile, 1369 in materia ambientale, 4005 sul demanio, 4894 su stabilimenti balneari e postazioni salvataggio, oltre a 2065 per altri motivi (deposito rifiuti, divieti di sosta etc). Da qui sono scaturite 314 sanzioni per un totale di circa 200mila euro: 38 per violazione al codice della navigazione, 37 per violazioni in materia di pesca, 3 per violazioni in materia di pesca sportiva, 81 per violazioni in materia di diporto, 47 per violazioni di ordinanze balneari, 107 per violazioni per altro motivo. 16 sono infine le notizie di reato, 2 per inquinamento, 2 per pesca, una per la sicurezza della navigazione, 9 per il demanio e 2 per reati comuni.

"In conclusione - spiega il capitano Ruberto - i risultati ottenuti nel corso dell’attività posta in essere nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro 2019 possono ritenersi sicuramente positivi, tenuto conto che si sono potuti conseguire attraverso un grande sforzo di razionalizzazione di impiego delle risorse disponibili, e con l’importante collaborazione costantemente fornita dalle forze di polizia, dagli enti e amministrazioni locali, dalle cooperative di stabilimenti balneari e dalle associazioni di salvataggio e volontariato presenti sul territorio che concorrono alla mantenimento della vigilanza ognuno secondo le rispettive attribuzioni".

Foto Massimo Argnani

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