"Home Care Premium", anche a Faenza il progetto di assistenza domiciliare Inps

Il progetto, che sarà attivo a partire dal 2 maggio prossimo, è rivolto a 2.200 possibili utenti emiliano-romagnoli (80 nel distretto di Faenza).

Presentato il progetto “Home Care Premium” (assistenza domiciliare a sostegno della non autosufficienza), alla presenza dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Faenza Antonio Bandini, del dirigente del settore Servizi sociali Pierangelo Unibosi, del dirigente della direzione regionale emiliano-romagnola dell’Inps-gestione dipendenti pubblici e di una rappresentanza unitaria delle organizzazioni sindacali, le quali si sono impegnate ad istruire in forma prioritaria le pratiche per il rilascio dell’attestazione ISEE e ad utilizzare i propri veicoli informativi per raggiungere il maggior numero possibile di beneficiari.

Il progetto, che sarà attivo a partire dal 2 maggio prossimo, è rivolto a 2.200 possibili utenti emiliano-romagnoli (80 nel distretto di Faenza). “Non è l’istituzione di un fondo che tutela la categoria dei dipendenti pubblici – ha affermato l’assessore Bandini –, ma è la costruzione di un progetto organico che, indirettamente, va a beneficio di tutta la collettività. L’Inps-gestione dipendenti pubblici, con questo progetto comincia una modalità nuova di ‘sussidiarietà solidaristica’ integrativa da sostenere”. Si tratta di “un’opportunità che si aggiunge alla rete dei servizi esistenti – ha sottolineato il dirigente Unibosi – per ampliare le opportunità assistenziali all’interno dell’ambito territoriale”.

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Infine, il dirigente regionale Inps-gestione dipendenti pubblici Aldo Manella ha ribadito che “con tale progetto si liberano risorse a vantaggio dell’intera collettività in un periodo storico di contrazione del welfare”. “Il progetto è un cantiere aperto – ha aggiunto Manella – che mira alla costruzione di un modello gestionale finalizzato alla creazione di un sistema ‘cucito su misura’ come un vestito di relazioni in grado di soddisfare quel particolare grado di non autosufficenza e quel particolare bisogno del singolo assistito”. “Puntiamo a realizzare un sistema qualificato per la rete di assistenza domiciliare – ha concluso Manella –, che possa essere successivamente implementato, sia ampliando la base territoriale di intervento, sia integrandosi con gli altri sistemi di welfare”.

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