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Hotel, ristoranti e spiagge: allo studio le strategie per la ripartenza estiva

La Regione sta mettendo a punto le linee guida e i protocolli su tutte le misure indispensabili per consentire agli operatori turistici e al commercio di riaprire in sicurezza

Come far ripartire il turismo e a quali condizioni potranno riaprire hotel, campeggi, locali, negozi e stabilimenti balneari. In attesa delle date certe relative alla fase due dell’emergenza Coronavirus, la Regione sta mettendo a punto le linee guida e i protocolli su tutte le misure indispensabili per consentire agli operatori turistici e al commercio di riaprire in sicurezza.

Tre gli incontri convocati dall’assessorato regionale al Turismo, commercio e infrastrutture, in collaborazione con l’assessorato alle Politiche per la salute. Il primo sulle strutture balneari che si è tenuto mercoledì pomeriggio; giovedì quello su alberghi e campeggi mentre lunedì 27 aprile si incontreranno i rappresentanti del settore commercio, bar, ristoranti, esercizi pubblici e per cibi da asporto.  Partecipano ai tavoli di lavoro rappresentanti degli enti pubblici, delle imprese e delle organizzazioni sindacali.

“Lo sforzo comune sarà quello di garantire una ripartenza sicura con soluzioni adeguate per gli stabilimenti balneari, i servizi alberghieri e turistico-ricettivi, la ristorazione e i pubblici esercizi - spiega l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini - Stabiliamo regole precise, frutto di una concertazione con tutti i soggetti interessati, dai quali abbiamo avuto grande disponibilità a trovare un accordo e volontà di far ripartire le attività che danno lavoro e identità al nostro territorio. In tempi brevi dobbiamo arrivare alla definizione di protocolli per affrontare la situazione assolutamente inedita che coinvolge tutti i settori dell’economia e della vita quotidiana e per far ripartire turismo e commercio. Le tempistiche saranno decise dal Governo, ma noi lavoriamo per farci trovare pronti. Va garantita la sicurezza della salute di clienti e personale, e l’impresa, se rispetta i protocolli, deve poter lavorare ed essere sgravata da responsabilità che non gli sono proprie”. 

La Lega

"Per chi vive in terra di Romagna non può che destare molta preoccupazione la scarsa consapevolezza, sino ad ora dimostrata, del peso che l’attuale emergenza sanitaria ha, ed avrà, per il turistico del nostro territorio. Le ripercussioni sul settore della conseguente crisi economica avranno impatti non solo per la stagione alle porte, ora mai compromessa, ma anche per quella del prossimo anno". Commenta così Stefano Morettini, responsabile comunale della Lega a Ravenna, la criticità economico-finanziaria che sta colpendo l’intero comparto turistico romagnolo in seguito all’epidemia del Covid-19.

"Come già evidenziato dai deputati della Lega Jacopo Morrone e Elena Raffaelli, sono necessarie misure che incentivino gli avventori delle imprese turistiche e non spunti per gli imprenditori su come fare il proprio mestiere del quale, per altro, sono già ampiamente capaci - continua Morettini - In questo contesto, in collaborazione con la capogruppo in consiglio comunale Samantha Gardin e gli altri consiglieri della Lega (Rosanna Biondi, Gianfilippo Nicola Rolando e Learco Tavoni), chiediamo che il sindaco, in virtù del peso che il settore turistico ha per l’economia del territorio, metta in atto le agevolazioni su quanto di sua pertinenza. Inoltre, al fine di preservare il livello occupazionale che il settore, e il suo indotto, hanno sempre assicurato si richiede l’erogazione da parte della Regione di aiuti concreti a favore delle imprese turistiche del territorio".

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