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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca Cervia

I 77 anni della Liberazione a Cervia. Il sindaco: "Non dimentichiamo chi ha combattuto per la libertà"

Il sindaco Medri: "Cervia va orgogliosa dei suoi concittadini che hanno sacrificato la loro vita e dedicato la loro esistenza per affermare la libertà"

"Il 22 ottobre è una giornata indimenticabile per Cervia, 77 anni fa nella nostra Piazza Garibaldi, il cuore della comunità, venne dato l’annuncio della città liberata". Alla vigilia del 77esimo anniversario della Liberazione della città di Cervia, il sindaco Massimo Medri rivolge a tutta la comunità cervese per ricordare l'importante celebrazione che, quest'anno, prevede un programma ricco di eventi che si concluderà domenica col concerto della banda “Città di Cervia”, il Corteo e una suggestiva rievocazione storico didattica della Liberazione di Cervia a cura dell’Associazione “Gotica Romagna”. Oltre a questo si porterà una corona in ricordo del sacrificio dei caduti negli oltre trenta cippi del territorio.

"La città di Cervia pagò un pesante tributo di martiri e subì notevoli danni e distruzioni dovute alle azioni belliche, nel periodo fascista, durante il secondo conflitto mondiale e nella guerra di Liberazione - dichiara il sindaco - Furono quasi 1.000 i cervesi che dal 1922 alla Liberazione pagarono un contributo all’antifascismo e alla Resistenza, molti perdendo la vita, altri incarcerati, internati, percossi, feriti, condannati al confino. Numerosi furono i danni subìti: case, strade, ponti distrutti, porte della città abbattute, saline allagate, intere zone minate. Nonostante la presenza del comando tedesco e quindi particolarmente controllata e sorvegliata, Cervia fu un luogo importante nell’azione di Resistenza, tanto che fu uno dei luoghi dove venne decisa dalle organizzazioni partigiane la “pianurizzazione”, la difficilissima e pericolosissima lotta armata in pianura, che portò anche alla liberazione di tante città e paesi della Romagna".

"L’intera città seppe risollevarsi con grande dignità dalle distruzioni subite - continua Medri - senza chiedere alcun aiuto e sostegno al di fuori della propria comunità, ma con l’impegno e la determinazione di tutti i cervesi, che  si impegnarono alla ricostruzione e a gettare le basi per una nuova società. Cervia va orgogliosa dei suoi concittadini che hanno sacrificato la loro vita e dedicato la loro esistenza per affermare la libertà. La “Medaglia di bronzo al Merito Civile” che il 2 giugno 2011, anno del 150° dell’Unità d’Italia, è stata appuntata sul nostro gonfalone è il simbolo del sentimento collettivo dell’intera città e dell’animo della popolazione cervese, che è sempre stata legata ai valori della solidarietà, del lavoro, nel rispetto delle istituzioni repubblicane, della legalità e dell’uguaglianza di tutti i cittadini".

"Ci tengo a ricordare - prosegue il sindaco - un breve passaggio del libro “Cervia ore 6”: 'La mattina del 22 ottobre 1944 alle ore 6, in una giornata piovosa, le avanguardie canadesi entrano a Cervia assieme ai partigiani. Viene dato l’annuncio alla popolazione, suonando a stormo la campana del comune, ed è un riversarsi di gente in piazza Garibaldi per accogliere i liberatori'. Fu una grande festa, la nostra piazza si riempì e le persone ricominciarono a sorridere, ad abbracciarsi e a parlare senza timore. Questi principi irrinunciabili abbiamo ancora il compito di tramandarli e riaffermarli nella quotidianità, dobbiamo essere accorti, affinché la Storia non venga dimenticata e mistificata, sono valori che devono essere sempre alla base del nostro pensiero e del nostro agire, mai dandoli per scontati, o acquisti definitivamente". 

"Non dobbiamo mai scordare la nostra Costituzione che è profondamente e intrinsecamente antifascista, perché non solo l’art.1, con quell’aggettivo “democratica” riferito alla nostra Italia repubblicana, lo rimarca fortemente, ma tutti i princìpi e i valori che ne sono contenuti riaffermano continuamente “l’antifascismo”. Tutte quelle persone - conclude Medri - che combatterono per la liberazione scelsero di agire, accettando il rischio della prigione, dell’esilio, della morte. Donne e uomini con idee di libertà, di dignità, di sacrificio per il bene comune, con emozioni e sentimenti che rifiutavano il sopruso e  la dittatura. Non dimentichiamoli".

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