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Cronaca Cervia

I cittadini combattono la criminalità con i controlli di vicinato e Whatsapp

Obiettivo è il volontario coinvolgimento dei residenti, in attività di prevenzione della criminalità e delle inciviltà, in collaborazione con l’amministrazione e la Polizia municipale

"Zona sottoposta a controllo di vicinato". Sono questi i cartelli che, da oggi, si leggono a Savio di Cervia, dove è partito, dopo un periodo di sperimentazione e condivisione con i cittadini volontari, il controllo di comunità che vede la partecipazione attiva dei residenti. I volontari sono 118 divisi in 4 gruppi con due riferimenti per gruppo. Queste condotte e strategie di prevenzione comunitaria sono riconducibili al modello di "Neighborhood Watch" proprie dello scenario nordamericano, che si sono diffuse prima in Inghilterra, nell’ultimo ventennio nell’Europa continentale e più recentemente anche in Italia con la diffusione capillare di progetti di controllo di vicinato.

"Il progetto si ispira ai valori della cittadinanza attiva, attraverso la quale e "con tanti occhi" si possono controllare gli spazi dove viviamo, in un sistema di rete, per contrastare l'illegalità e migliorare la sicurezza dei nostri luoghi e delle persone - commentano il sindaco Luca Coffari e l’assessore alla sicurezza Gianni Grandu - Nasce dalla base della comunità, per essere un valido sostegno e supporto alle Forze dell'ordine impegnate sul territorio in modo professionale. Un ringraziamento particolare al Presidente del Consiglio di zona di Savio Maurizio Nunziatini e a tutte le persone che operano per il sostegno del progetto e della coesione sociale di questa realtà".

Come funziona il controllo di vicinato

Il progetto, nato da oltre un anno, parte dalla richiesta dei cittadini del quartiere ed è stato preceduto da assemblee con la cittadinanza e incontri con esperti delle forze dell’ordine, con alcuni comandanti della Polizia Municipale di alcune città dell’Emilia Romagna, che hanno già attivato da tempo questa attività e con referenti regionali delle attività di sicurezza partecipata. Il tutto si basa sul recupero delle regole di “buon vicinato” e di “attenzione sociale”, a sostegno delle attività della prevenzione di furti nelle abitazioni e della microcriminalità in generale, aggiornato con le tecnologie e gli strumenti attuali. Il controllo di vicinato non prevede la realizzazione di ronde e/o interventi attivi in sostituzione alle Forze di Polizia. Il compito dei cittadini, nei gruppi di comunità, non è mai quello di intervenire in modo diretto per la sicurezza del territorio ma fare una segnalazione “consapevole”. I cittadini coinvolti devono mantenere un rapporto costante e diretto con i coordinatori, cui è demandato il compito di segnalare ogni informazione di interesse per le Forze di Polizia e per le emergenze devono urgentemente telefonare ad esse ai numeri del 112 e 113, o alla Polizia Municipale.

4 obiettivi

I cittadini dopo aver avuto incontri con i rappresentanti delle Forze di Polizia, con esse hanno condiviso un percorso finalizzato e tracciato gli obiettivi: osservare con attenzione e cura i luoghi in cui vivono, in modo da fornire alle Forze dell’ordine delle informazioni utili ed accurate; spesso si tratta banalmente di seguire il buon senso; guardare fuori se suona un allarme, i cani abbaiano insistentemente, ci sono rumori insoliti; tenere gli occhi aperti sul quartiere durante le attività ordinarie tenere particolarmente sotto controllo le proprietà dei vicini in loro assenza avvicinare le persone sconosciute che si aggirano apparentemente senza motivo nell’area: probabilmente si tratta semplicemente di qualcuno che si è perso e in quel caso saremo anche in grado di dargli una mano; tenere d’occhio le auto che circolano in modo ripetuto a bassa velocità o ferme a lungo con qualcuno a bordo o parcheggiate da tempo e segnare la targa. A questo scopo è strato creato un gruppo di WhatsApp. Obiettivo principale è il volontario coinvolgimento dei residenti, in attività di prevenzione della criminalità e delle inciviltà, di norma in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale e le locali forze di polizia. Più in generale, è quello di creare una comunità capace di scambiare al suo interno informazioni sui problemi di sicurezza, adottare idonee misure di prevenzione, organizzare la sorveglianza del quartiere, accrescere la coesione tra vicini e mantenere contatti adeguati con le polizie.

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