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I docenti dell'Itis Nullo Baldini: "Gli studenti sono un esempio per noi, che spesso ci lamentiamo più di loro"

"Non ci sarà una seconda occasione per rifrequentare le scuole superiori, e il non poter imparare certe cose per i limiti della didattica a distanza e il non poter socializzare per loro è una carenza che mai si potrà colmare"

Dopo l'articolo pubblicato nei giorni scorsi riguardante un'insegnante dell'Itis Nullo Baldini di Ravenna, in cui la docente denunciava come alcune lezioni di laboratorio, a cui è destinata la parte in presenza dell'attività scolastica, fossero state svolte in realtà in classe, un altro professore dell'istituto ha deciso - in una lettera firmata da altri 67 colleghi - di schierarsi in difesa dell'istituto ravennate.

"A fine novembre la scuola ha aperto i propri laboratori, modificando l’orario per riuscire ad effettuare almeno un giorno in presenza, un’opportunità prevista dal Decreto, perchè la regione si trovava in zona arancione - si legge nella missiva - E' vero, a dicembre per qualche settimana nei corridoi della scuola si incontravano degli operai, che dovevano svolgere dei lavori di sostituzione infissi. Questi hanno riguardato un paio di laboratori, che hanno prontamente organizzato la didattica laboratoriale in altri spazi. Ben vengano i lavori di ammodernamento, gestiti direttamente dalla Provincia, e ora questi laboratori - come tutti gli altri - sono perfettamente agibili". Gli insegnanti rivendicano che "non c’è mai stata una situazione in cui la scuola si è fatta trovare impreparata, ed ogni nuovo cambiamento è passato sempre tramite l’approvazione del Collegio Docenti".

"Durante questo periodo c’è stata la sorpresa più grande: il sorriso di ragazzi, che potevamo leggere solo tramite l’espressione dei loro occhi - continuano i docenti - Non dimentichiamoci che chi soffre di più in questa situazione sono proprio loro. Non ci sarà una seconda occasione per rifrequentare le scuole superiori, e il non poter imparare certe cose per i limiti della didattica a distanza e il non poter socializzare per loro è una carenza che mai si potrà colmare. Anche il non poter ricevere una valutazione degna di oggettività è un limite per loro, perché così non si premia chi se lo merita, non si corregge chi non sta facendo bene e in generale tutto il lavoro fatto perde di significato se non si ha un riscontro valido. C’è chi dice che i ragazzi, con il loro comportamento fuori da scuola, siano i veri untori di questa pandemia. Forse questo è vero per alcuni, ma di certo non vale per i nostri ragazzi all’interno della scuola. Sono sempre tutti bravi nell’osservanza delle norme, indossando correttamente la mascherina, igienizzandosi sempre le mani all’ingresso a scuola e nei laboratori, e se qualcuno qualche volta ha sbagliato è stato punito con una nota, in quanto il rispetto delle norme dipende proprio da noi insegnanti. Spesso i ragazzi sono un esempio per noi, che ci lamentiamo più spesso di loro".

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