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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

I lavoratori del Porto fanno squadra e "salvano" il Natale di altri colleghi

"Non è stata un’operazione semplice, che ha richiesto uno sforzo supplementare e la prestazione di lavoro straordinario da parte dei lavoratori"

Grazie allo spirito di servizio del proprio personale, l'azienda ravennate si è fatta carico di una commessa imprevista e ha “salvato il Natale” di altre aziende e lavoratori. I dati positivi sui traffici del porto di Ravenna hanno piena conferma in questo periodo prefestivo. Le banchine dei terminalisti sono piene e le maestranze sono chiamate al massimo impegno per assicurare la movimentazione delle merci in entrata e uscita nei tempi necessari ai ricevitori nel momento di maggiore domanda dei loro prodotti. Questa situazione di congestione è comune anche ad altri porti e riguarda soprattutto il transito in import dei prodotti siderurgici. Paradossalmente il boom della domanda crea anche situazioni di difficoltà e mette a rischio forniture essenziali per l’attività delle imprese.

È stato sottoposto a Sapir, principale terminalista del porto di Ravenna, il grave problema sofferto da un cliente Seaway, Falco SpA di Miradolo Terme (Pavia). Quest’ultima attendeva una partita di coils di banda stagnata caricati sulla Mv Hongli 8, da giorni in rada a Ravenna per l’impossibilità da parte del Terminal di riferimento di accoglierla. La Falco, leader nel settore degli imballaggi meccanici, in mancanza della banda stagnata avrebbe dovuto chiudere le linee di produzione con ingenti danni economici e pesanti ricadute sociali.

In una lettera del 2 dicembre, controfirmata dai sindacati di categoria di Pavia, l’Amministratore delegato di Falco ha scritto: “Noi produciamo barattoli per prodotti tecnici ed alimentari ed in questo momento di piena campagna alimentare dell’Olio Extra vergine, eccellenza italiana, stiamo letteralmente bloccando il confezionamento di centinaia di piccoli frantoi dalla Liguria alla Sicilia, che nel periodo natalizio avevano la possibilità di vendere i propri prodotti, gente che ha lavorato un anno e che ora rischia di perdere tutto… Questa situazione sta screditando 50 anni di attività”.

La lettera faceva anche riferimento all’inevitabile blocco della produzione, con cassa integrazione a zero ore per 300 dipendenti, se non fosse stato ricevuto in tempi brevi il carico. Sapir stessa sta affrontando la congestione delle banchine e degli spazi coperti e scoperti adibiti al magazzinaggio. Tuttavia, la particolarità della situazione posta alla sua attenzione ha indotto la società ravennate a farsi carico del problema, rendendosi disponibile a far ormeggiare nelle proprie banchine la MV Hongli 8 e a sbarcare, nei giorni scorsi, 3828 tonnellate di coils, ora in corso di carico sui camion diretti a Miradolo Terme.

"Non è stata un’operazione semplice, che ha richiesto uno sforzo supplementare e la prestazione di lavoro straordinario da parte dei lavoratori che tutti noi vogliamo ringraziare per avere dimostrato uno spirito realmente solidale nei confronti di altri lavoratori di altre parti d’Italia - commentano dall'azienda - Più in generale ci piace sottolineare come, pur in una situazione di congestione peraltro comune ad altri porti, a Ravenna sia stato e sia possibile affrontare con spirito di collaborazione anche i problemi più complessi".

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