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I lavoratori di danza, musica e teatro scendono in piazza contro il decreto

Dopo quello delle palestre, che ha manifestato lunedì scorso, anche il mondo dell'arte e dello spettacolo scende in piazza

ATTENZIONE: La manifestazione si terrà venerdì 30 ottobre alle ore 16.30 poiché per problemi di pubblica amministrazione la questura ha preferito modificare la data per evitare assembramenti e la sovrapposizione con altre manifestazioni presenti quel giorno e altre che potrebbero aggregarsi. 

Dopo quello delle palestre, che ha manifestato lunedì scorso, anche il mondo dell'arte e dello spettacolo scende in piazza. Venerdì 30 ottobre alle 16.30 è stata indetta in piazza del Popolo a Ravenna, con l’approvazione della Questura, una manifestazione pacifica e apolitica in nome dell’arte "per ricordare che essa, nelle sue declinazioni quali danza, musica, teatro, cinema e altre discipline non è né secondaria, né di minore importanza sia per valore economico sia per valore culturale".

Alessandra Rizzo e Michela Bulgarelli, addette ai lavori in quanto rappresentano una scuola di danza di Ravenna, si sono prese la responsabilità di organizzare questo evento solidale in nome di tutte le realtà presenti a Ravenna e provincia, affinché si possa dare voce alle centinaia di persone che vivono di arte. "La danza, come il canto, la recitazione, la musica non può essere abbandonata o dimenticata pensando che con qualche sovvenzione economica venga risolto il problema - spiegano le organizzatrici - Nessuno di noi vuole scavalcare le decisioni dello Stato, anzi, abbiamo tutti rispettato in questi mesi le svariate regole imposte e le altrettante richieste per adattare le strutture in termini economici. Ma allo stesso tempo non è possibile accettare in silenzio una decisione così netta nel tagliarci le gambe per la seconda volta. Tanta, troppa gente ruota intorno a questo settore: bambini, giovani, talenti, imprenditori, società, migliaia di addetti ai lavori che non si meritano di perdere le loro passioni, il loro lavoro e di conseguenza il loro sostentamento. È una manifestazione aperta non solo a chi lavora nel settore “arte”, ma vuole coinvolgere anche chi è vicino e sostiene il tema. per tale motivo, invitiamo tutti coloro che in modo educato, corretto e responsabile vogliono con la loro presenza sensibilizzare l’opinione pubblica. Ricordiamo ai partecipanti di comunicare la loro adesione e il numero delle adesioni, poiché occorre rispettare un numero massimo convenuto con la Questura".

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