Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

I parchi divertimento scendono in piazza per difendere 60mila lavoratori: "Fateci aprire"

Tra chi scenderà in piazza ci sono anche i lavoratori di Mirabilandia: in primis Davide Padovan, storico showman del parco divertimenti ravennate che nei giorni scorsi ha anche lanciato una petizione

I lavoratori dei parchi divertimento di tutta Italia scendono in piazza per difendere la dignità umana e professionale di oltre 60.000 lavoratori, tra occupati fissi, stagionali e dell’indotto, fortemente preoccupati per il loro futuro, a causa della decisione del Governo di concedere l'apertura degli stessi parchi divertimento solo il prossimo 1 luglio.

La manifestazione, indetta dall’associazione Parchi Permanenti Italiani aderente a Confindustria, si svolgerà a Roma in Piazza del Popolo martedì 11 maggio alle 11:30 e segue la petizione #NO1luglio, che in pochi giorni ha già raccolto decine di migliaia di firme e che continuerà anche dopo l’evento, allo scopo di anticipare il via libera ai parchi tematici e acquatici. Tra chi scenderà in piazza ci sono anche i lavoratori di Mirabilandia: in primis Davide Padovan, storico showman del parco divertimenti ravennate che nei giorni scorsi ha anche lanciato una petizione - sottoscritta a oggi da oltre 5400 persone - per chiedere appunto la riapertura anticipata dei parchi tematici.

“Il Governo sta giocando con il futuro di migliaia di lavoratori, molti dei quali sono stagionali e dal 30 aprile hanno perso ogni sussidio - commenta Giuseppe Ira, presidente dell’associazione Parchi Permanenti Italiani e di Leolandia - Le Istituzioni non possono continuare ad ignorarci. Chiediamo di poter aprire prima, come avviene all’estero e come sarebbe logico dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi riferite all’invito ai turisti stranieri di tornare in Italia a partire dal 15 maggio. Sarebbe spiacevole che i turisti trovassero chiusi solo i parchi a tema: le nostre sono attività sicure, all’aperto e i protocolli predisposti lo scorso anno hanno dimostrato di funzionare perfettamente”.  

L’associazione ricorda inoltre che, in 14 mesi di crisi, le aziende del settore non hanno ricevuto ristori e finanziamenti, nonostante gli ingenti costi fissi: il Ministro Franceschini, che rappresenta il comparto a livello istituzionale, ad oggi non ha mai ricevuto i rappresentanti dell’associazione. Il Ministro Garavaglia fin dal suo insediamento si è reso disponibile ad un confronto e ha confermato la sua disponibilità ad attivare l’iter funzionale al passaggio dei parchi permanenti sotto il Ministero del Turismo: un passaggio che comporterebbe importanti agevolazioni.  

Il settore è composto da circa 230 strutture tra parchi a tema, faunistici, avventura e acquatici. Nel 2019 ha generato un giro d’affari superiore ai 400 milioni di euro e 25.000 posti di lavoro diretti (tra occupati fissi e stagionali). Cifre che salgono rispettivamente a 2 miliardi di euro e 60.000 addetti considerando l’indotto composto da hotel, ristorazione, merchandising, manutenzioni e altri servizi collaterali. Nel 2020 il 20% dei parchi ha rinunciato completamente all’apertura, 5 parchi italiani sono passati sotto il controllo di fondi di investimento stranieri e si sono persi 10.000 posti di lavoro stagionali. 

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