I pendolari protestano in stazione contro i tagli delle fermate dei treni

Lunedì mattina i pendolari si sono ritrovati a fare i conti con i nuovi orari di Trenitalia, che prevedono la cancellazione di alcune fermate nelle stazioni minori, con evidenti disagi per studenti e lavoratori

Lunedì mattina i pendolari si sono ritrovati a fare i conti con i nuovi orari di Trenitalia, che prevedono la cancellazione di alcune fermate nelle stazioni minori, con evidenti disagi per studenti e lavoratori che ogni giorno si servono del trasporto pubblico ferroviario per i loro spostamenti. Come nel caso della piccola stazione di Godo, dove i residenti hanno deciso di organizzarsi per protestare contro i nuovi orari per loro penalizzanti. Così i pendolari della frazione di Russi hanno indetto per sabato 15 dicembre, alle 9.45, una protesta silenziosa in stazione: "Ci hanno tolto i treni, il diritto alla pubblica mobilità non può essere violato così impunemente - spiega Alessandra, una pendolare di Godo - Oggi i treni, domani cosa ci toglieranno?".

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"Sono preoccupanti gli effetti indesiderati e contraddittori del potenziamento della tratta ferroviaria Bologna-Ravenna e sui nuovi orari dei treni - commentano da Articolo 1 - Movimento democrativo progressista di Ravenna - L'idea originaria dell'accordo tra enti locali, Regione Emilia-Romagna e Trenitalia, che prevedeva la velocizzazione dei collegamenti da e per Bologna separando le fermate dell’hinterland bolognese e imolese in una linea dedicata di servizio ferroviario metropolitano per consentire risparmi di tempo di percorrenza tra i 10 e i 15 minuti in tutta la tratta Ravenna-Bologna, era sicuramente positiva e corrispondeva alla richiesta da anni avanzata dagli Enti Locali e dagli utenti di una modernizzazione della frequentatissima tratta ferroviaria Bologna-Ravenna a vantaggio di tutti. Purtroppo, esaminando le nuove fermate e orari di Trenitalia, nel concreto tale scelta è stata stravolta e sta producendo l'effetto di penalizzare molti centri della provincia di Ravenna, da Lugo a Godo, e si sta traducendo nella sostanza in una riduzione del numero di fermate: una scelta troppo facile, che penalizza pesantemente gli utenti, i nostri Comuni e quindi l'idea stessa della ferrovia come asse portante di una mobilità che deve essere sempre più sostenibile. Ci troviamo di fronte alla conferma di un orientamento consolidato di Trenitalia, che terrebbe conto soltanto del rendimento tariffario immediato dei servizi, senza alcuna visione d’insieme di riorganizzazione della mobilità finalizzata al miglioramento della qualità della vita per chi ha più bisogno, dell’aria e al contenimento dello smog. Condividiamo le posizioni espresse dai Rappresentanti del Consiglio Provinciale che hanno evidenziato come “i benefici dell’accordo devono essere tanto per il capoluogo quanto per tutti i comuni della provincia di Ravenna uniti dalla linea". La necessità di separare il servizio metropolitano di Bologna dalla linea Ravenna-Bologna e di evitare le rotture di carico a Faenza o Castelbolognese rappresentano esigenze primarie e sono temi di cui, nel nostro territorio si discute da decine di anni e la cui mancata soluzione ha finora determinato tempi di percorrenza molto lunghi e lamentele diffuse. La posizione di Trenitalia è del tutto inaccettabile e chiediamo che con la massima urgenza venga convocato un tavolo tecnico tra Regione, Trenitalia e Eell del nostro territorio che verifichi e modifichi le soluzioni finora proposte al fine di ottenere un vantaggio per tutti gli utenti e un reale potenziamento del fondamentale servizio ferroviario tra Ravenna e Bologna. La stessa attivazione di bus sostitutivi da lunedì 10 (i pendolari sanno bene cosa significa e i disservizi che provoca) per servire Godo e altre località non può che essere una soluzione tampone rispetto alla necessità urgente di offrire per tutti un servizio ferroviario moderno ed efficiente. Faremo sentire con forza la nostra voce in Consiglio Regionale, Provinciale e nei Consigli Comunali fino al raggiungimento di una soluzione soddisfacente per tutta la nostra comunità".

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