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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

I soldi della droga 'ripuliti' con le giocate: tre arresti, sala scommesse sequestrata

Persone apparentemente quasi sull’orlo dell’indigenza - tanto è vero che alcune di queste sono percettori di reddito di cittadinanza - erano in grado di convogliare sui conti gioco decine di migliaia di euro

Cinque ordinanze di custodia cautelare di cui tre in carcere - una in provincia di Ravenna - e due di sottoposizione all'obbligo di dimora eseguite all'alba di venerdì. Questi i principali esiti dell'operazione "Master Cleaner" del comando provinciale dei Carabinieri di Pescara. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Pescara su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica.

Le indagini, portate avanti dai militari del nucleo operativo e radiomobile, sono andate avanti per circa un anno e hanno consentito di individuare 13 indagati complessivi per i reati di per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, esercizio abusivo di attività finanziaria e trasferimento fraudolento di valori. Per quest’ultimo reato sono state eseguite anche le misure cautelari reali del sequestro preventivo di una agenzia di scommesse a Pescara, tre conti gioco, tre motocicli e un’automobile. Il focus investigativo dell’intera indagine è un 41enne, già noto alle forze dell'ordine. L’intento è stato quello di dimostrare come il 41enne, grazie alla compiacenza di personaggi a lui vicini, reimpiegasse il denaro provento di attività illecita - nello specifico lo spaccio degli stupefacenti - in attività all’apparenza lecite. In via preliminare si sono individuate alcune attività commerciali come possibili obiettivi da tenere d'occhio, poiché riconducibili all'indagato.

In effetti poi, attraverso una lunga e documentata attività di indagine, si è accertato che una macelleria (successivamente venduta) era riconducibile a un altro personaggio noto alle forze dell'ordine. L’obiettivo più importante, nell’ambito delle attività commerciali, si è rivelata la sala scommesse, che è risultata tutt’ora nella disponibilità del 41enne, ma con autorizzazioni intestate a una persona di sua stretta fiducia, che pure figura tra gli indagati e che dovrà rispondere di concorso nel reato di trasferimento fraudolento di valori. Il 41enne è risultato il coordinatore di fatto della sala scommesse, colui che prendeva le decisioni più importanti, fornendo l’impostazione manageriale dell’attività in stretto rapporto con la persona di fiducia.

Durante le investigazioni sono stati richiesti gli elenchi dei conti gioco accesi nella sala scommesse sequestrata. Tali acquisizioni hanno permesso di appurare come persone apparentemente quasi sull’orlo dell’indigenza - tanto è vero che alcune di queste sono percettori di reddito di cittadinanza - fossero in grado di convogliare sui conti gioco, in un arco temporale significativamente ristretto, decine di migliaia di euro. Da subito sono emerse in maniera eclatante le movimentazioni di denaro di alcuni soggetti, ritenute assolutamente sperequate rispetto alle loro reali possibilità. Si è quindi accertata la riconducibilità delle movimentazioni in capo ad alcuni indagati, ma in particolare al 41enne. Il meccanismo dei conti gioco rappresenta un vero e proprio sistema di ripulitura del denaro, circostanza dedotta dall’esame dei conti gioco ove viene iniettato denaro di provenienza illecita e prelevato denaro frutto di vincite lecite. Un meccanismo apparentemente in perdita ma che tuttavia consente di disporre di ingenti somme somme di denaro ripulite.

A carico dei 3 arrestati, accompagnati in carcere, sono stati riconosciuti dal Gip gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di spaccio continuato di sostanze stupefacenti. Una dei tre - percettrice di reddito di cittadinanza - moglie del 41enne, sarà sottoposta alla misura dell’obbligo di dimora poiché risponde di spaccio in concorso con il marito. Misura cautelare dell’obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria anche a carico di un altro indagato, che dovrà rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso con il figlio. Il 41enne e la moglie dovranno anche rispondere del reato di illecita intermediazione finanziaria.

Nel corso dell’operazione, che ha riguardato anche le province di Chieti e Ravenna, sono state eseguite perquisizioni nelle abitazioni di tutti gli indagati, all’interno della sala scommesse è stato coinvolto anche personale dei Monopoli di Stato per sottoporre a ulteriori controlli la sala ed interrompere ogni attività. Alcuni nuclei familiari degli indagati e degli arrestati sono risultati percettori del reddito di cittadinanza, ma il tenore di vita - in particolare del 41enne e della sua famiglia - è risultato molto al di sopra delle proprie possibilità, dal momento che l’unica fonte di sostentamento lecita è risultata appunto la misura di sostegno del reddito di cittadinanza. Nel corso dell’attività investigativa sono emersi dei dati che hanno evidenziato una vita dispendiosa, come feste sfarzose di compleanno in ristoranti, feste in casa con numerosi invitati durante le quali metteva a disposizione degli ospiti sostanze stupefacenti, acquisto di abbigliamento griffato, disponibilità di auto intestate a terzi e, nell’ultimo periodo, auto a noleggio. Anche l’abbonamento a una nota piattaforma televisiva a pagamento era intestato a terzi, come anche l’acquisto dei ciclomotori in uso ai figli, pure oggetto di sequestro.

All’esecuzione delle misure hanno proceduto circa 70 militari del Comando provinciale di Pescara, supportati da quelli dei Comandi provinciali di Chieti e Ravenna e del quinto nucleo elicotteri carabinieri di Pescara e del nucleo cinofili Carabinieri di Chieti.

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