Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Il caso Berkan B arriva a Roma: manifestazione davanti alla sede del Ministero

"Italia Nostra sezione di Ravenna ha deciso di porre nuovamente all’attenzione del Ministero dell’Ambiente, ora Ministero della Transizione Ecologica, i drammatici fatti"

Ancora senza risposta e senza soluzione la vicenda ambientale del cimitero delle navi e della motonave Berkan B affondata al porto di Ravenna, in una zona contigua a un sito Rete Natura 2000, l’antica Pialassa dei Piomboni. "Decenni di totale inerzia degli enti competenti, e ben quarantadue mesi dal collasso strutturale della Berkan B, lasciata affondare a marzo 2019 senza essere stata bonificata dai carburanti presenti a bordo - commentano da Italia Nostra Ravenna - Il “cimitero” continua a essere meta di curiosi che salgono a bordo dei relitti e al contempo, tra i rottami abbandonati, viene effettuata da parte di bande organizzate la pesca di frodo di molluschi destinati al mercato alimentare".

Il 17 maggio si deciderà per l’eventuale rinvio a giudizio per il reato di inquinamento ambientale dei vertici dell’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna, così come dell’accoglimento delle parti civili, le associazioni Anpana - Associazione Nazionale Protezione Animali Natura e Ambiente, Legambiente Emilia- Romagna, Nogez – Nucleo Operativo Guardie Ecozoofile, Oipa Italia Odv – Organizzazione Internazionale Protezione Animali, Wwf Emilia-Romagna e Italia Nostra.

"Davanti all’inspiegabile assenza di risposte, inaccettabile per un Paese che ha evidentemente deciso di cancellare le emergenze ambientali semplicemente non occupandosene più, Italia Nostra sezione di Ravenna ha deciso di porre nuovamente all’attenzione del Ministero dell’Ambiente, ora Ministero della Transizione Ecologica, i drammatici fatti e la richiesta di proclamazione dello stato di emergenza ambientale tramite Ordinanza di Protezione civile".

Per questo motivo giovedì 13 maggio, a partire dalle ore 10.30 fino alle 13.00 circa, si svolgerà una manifestazione a Roma, davanti al Ministero della Transizione Ecologica in viale Colombo 44. Chi desideri partecipare può contattare il numero 3349470326. Data l’emergenza covid ed altre disposizioni, la manifestazione è stata autorizzata dalla Questura di Roma per un numero massimo di 10 persone.

Italia Nostra, inoltre, si associa al doppio presidio organizzato dal Collettivo Autonomo Ravennate – con la cui collaborazione è stata organizzata la manifestazione a Roma – in Piazza del Popolo a Ravenna venerdì 7 maggio a partire dalle ore 14.30 in occasione della commissione congiunta Ambiente e Porto, e davanti al Tribunale di Ravenna lunedì 17 maggio, dalle ore 9.00, per l’udienza preliminare del processo per l’affondamento della Berkan.

Ravenna in Comune

La lista d'opposizione Ravenna in Comune interviene in merito alla commissione di venerdì pomeriggio in Comune: "È bene che si continui a parlarne? Certo. Qualunque cosa è meglio del disinteresse che ha mostrato la Giunta comunale in questi anni. Anni. Un breve riassunto. La Pialassa dei Piomboni è uno dei due polmoni, assieme alla Pialassa della Baiona, che consente al Canale Corsini di respirare. Ossia, dal punto di vista idraulico, con il riempimento e lo svuotamento determinato dalle maree, impedisce il deposito dei materiali sabbiosi che interrerebbe il canale. Tutto questo, in realtà, non basta più da tempo. Da quando il Canale costruito nel settecento è la via d’accesso al porto moderno, il movimento originato dalle pialasse non basta più. Sulle sponde della Pialassa dei Piomboni, poi, si è allargato il porto, con tutti i problemi che comporta la convivenza tra un’area compresa nel parco Delta Po ed un’altra a cui attraccano mercantili, si fabbricano navi e si fa capo per le attività estrattive del cane a sei zampe. I lavori di cosiddetta “rinaturalizzazione” della parte destinata a rimanere Parco figurano nei bilanci dell’ente porto almeno dal 2005 ma sono partiti nel 2012. Si tratta di interventi da sempre contestati da ambientalisti e capannisti in quanto accusati di portare alla morte della valle. Alla loro conclusione la parte in acqua conterà per 145 ettari rispetto agli iniziali 254. La differenza la fanno 2 chilometri e mezzo di argini, le barene ed un nuovo piazzale portuale. Già da tempo il problema della mancanza d’acqua ha acquistato una dimensione enorme. Si risolverà con la fine dei lavori, sostiene l’AdSP. Ad oggi, però, non se ne vede ancora la fine, più volte rinviata rispetto a quello che doveva essere il termine finale del 2015".

"Sempre al 2012 risale il primo progetto per la regolarizzazione dei capanni che vi insistono - continuano da RiC - Alcuni sono storici, altri semplicemente abusivi. Una volta approvato il regolamento è iniziato il balletto dei rinvii. Nel marzo scorso l’ultima proroga: non si metterà la parola fine alla loro risistemazione sino al 2023. Il prossimo anno, se tutto andasse almeno per una volta per il verso giusto, dovrebbero finalmente iniziare i lavori per la risistemazione di Fabbrica Vecchia e Marchesato.Si tratta dei due fabbricati storici del porto (rispettivamente del 1764 e del 1765) che si affacciano sulle rive della pialassa e stanno letteralmente cadendo a pezzi.Ne dovrebbe venir fuori un centro per i vigili del fuoco. Se i precedenti dicono qualcosa, i dubbi su ulteriori rinvii si pongono come legittimi. Il cimitero delle navi a cui si è aggiunto da anni il relitto della Berkan B completa il quadro. A breve il tribunale si riunirà per decidere sul rinvio a giudizio dei vertici dell’Ente Porto per le accuse di inquinamento formulate dalla procura. In risposta ad una alla fine dello scorso anno il vicesindaco dovette ammettere che anche l’ultimo tentativo di eliminare almeno i danni provocati dall’affondamento della Berkan B era andato a vuoto. Intanto si è saputo dell’avvio di una nuova indagine. Degli altri relitti non parlerebbe più nessuno se non fosse per la meritoria azione di sensibilizzazione di Italia Nostra, di Legambiente e di altre associazioni ambientaliste. Ancora di date che consentano di intravvedere la luce in fondo al tunnel non ne sono state fatte. Se dalla commissione di venerdì pomeriggio verranno elementi nuovi lo vedremo. Come Ravenna in Comune, comunque, non smetteremo di portare l’attenzione nelle sedi istituzionali su questo pezzo di territorio, come abbiamo sempre fatto. Certo che, se ci si dovesse basare sull’interessamento della Giunta de Pascale, la Pialassa Piomboni potrebbe tranquillamente credersi sperduta tra i mari di Marte".

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